13 maggio 2020

RESIDUI DI PESTICIDI NEGLI ALIMENTI: RAPPORTO EFSA 2018

L’EFSA ha recentemente pubblicato il rapporto annuale EFSA sui residui di pesticidi negli alimenti relativo all'anno 2018.

Nel suo rapporto annuale, l'EFSA analizza i risultati sia dei piani nazionali di controllo (PN), sia del programma di controllo coordinato dall’UE (EUCP), in forza del quale i Paesi dichiaranti analizzano campioni dello stesso “paniere” di prodotti alimentari (lo stesso gruppo di prodotti viene monitorato ogni 3 anni).

I DATI EUROPEI

I dati elaborati nel rapporto derivano da 91.015 alimenti campionati nei 28 Stati membri dell’UE e da Islanda e Norvegia (il 3% in più rispetto al 2017).

Il 4,5% dei campioni totali analizzati ha superato il livello massimo residuale (LMR), ma solo il 2,7% è stato considerato non conforme, considerando l'incertezza di misurazione. Per il sottoinsieme dei 11.679 campioni analizzati nell'ambito dell’EUCP, l'1,4% ha superato l'LMR e lo 0,9% è risultato non conforme. I campioni sono stati analizzati per 177 residui di pesticidi: 169 in alimenti di origine vegetale e 21 in alimenti di origine animale (13 residui di pesticidi sono stati ricercati in entrambi). 

Nell’ambito del programma europeo, per il 2018, sono stati analizzati 12 diversi prodotti alimentari: melanzane, banane, broccoli, funghi coltivati, pompelmo, meloni, peperoni, uva da tavola, chicchi di grano, olio di oliva vergine, grasso bovino e uova di gallina (per funghi coltivati, meloni, pompelmo e grasso bovino non è stato possibile un confronto con gli anni precedenti, in quanto era la prima volta che venivano inclusi nel programma).

I campioni di alimenti che hanno evidenziato una maggiore percentuale di superamento dei limiti sono stati: l‘uva da tavola (2,6%) e i peperoni dolci (2,4%), aumentati rispetto ai valori del 2015 (1,8% per l’uva da tavola e 1,2% per i peperoni dolci), seguiti dai meloni (2,2%) e dai broccoli (2,0%, valore diminuito rispetto al 3,7% del 2015).

Per la prima volta, quest'anno i risultati sono stati presentati graficamente su un sito Web dedicato https://www.efsa.europa.eu/en/annual-pesticides-report-2018.

Considerando i Paesi di origine degli alimenti, il 62,9% dei campioni deriva da prodotti provenienti da Stati membri dell’UE, Islanda e Norvegia e, di questi, l’1,6% è risultato non conforme. Per quanto riguarda i campioni derivati da prodotti provenienti da Paesi terzi (il 26,9% dei 91.015 campioni), il 5,8% di essi è risultato non conforme. Il 10,1% dei prodotti campionati non ha origine nota.

Per quanto riguarda gli alimenti destinati all’infanzia, nel 90,3% dei campioni non sono stati rilevati residui quantificabili (rispetto al 94,6% del 2017) ed il tasso di superamento degli LMR è sceso all'1,3% (rispetto all'1,5% dell’anno precedente), con il 0,4% di campioni non conformi.

Per gli alimenti biologici, su 5.735 campioni analizzati, il tasso di superamento degli LMR è sceso all'1,4% (rispetto all'1,5% dell’anno precedente), con il 0,5% di campioni non conformi.

I pesticidi maggiormente rilevati oltre il LMR risultano:

  • Chlordecone (vietato in UE ed inquinante organico persistente POP - Persistent Organic Pollutants), rilevato in campioni di radice di manioca provenienti da territori francesi d'oltremare (Guadalupa e Martinica) e in 39 prodotti animali di origine sconosciuta (grasso, reni e fegato suino; grasso bovino e grasso di pecora);
  • nicotina, presente principalmente in bacche di goji provenienti dalla Cina, funghi coltivati e kales (cavolo riccio);
  • Fosetyl-Al (RD), principalmente nel grano;
  • Chlorpyrifos, principalmente nel pompelmo.

I DATI ITALIANI

L'Italia ha analizzato 11.921 campioni (+0,74% rispetto al 2017) e ha focalizzato i programmi di controllo nazionali principalmente sui prodotti di origine nazionale o UE (l’83,7% di tutti i campioni prelevati). Per numero totale di analisi effettuate, l'Italia si colloca al terzo posto tra i Paesi europei, dietro la Germania e la Francia. Considerando invece la sommatoria di tutte le analisi effettuate sui prodotti provenienti da un determinato Paese (analisi interne + analisi sui prodotti esportati svolti dalle autorità degli altri Paesi) gli alimenti italiani risultano al primo posto per numero di controlli subiti, con 12.508 campioni analizzati (il 13,7% dei campioni totali del report EFSA).

L’1,8% dei prodotti italiani (223 campioni) analizzati è risultato contenere residui di pesticidi oltre i limiti di legge, percentuale inferiore rispetto alla media europea (3,1%).

VALUTAZIONE DEL RISCHIO PESTICIDI NEGLI ALIMENTI

L'EFSA ha inoltre effettuato una valutazione del rischio alimentare basata sull’EUCP. Sia per l’esposizione di breve termine (acuta), sia per quella di lungo termine (cronica), l'Autorità ha concluso che il rischio per la salute dei consumatori dovuto alla presenza di pesticidi negli alimenti è basso.

Leggi il Report EFSA 2018