25 luglio 2014

REGIONE PIEMONTE: PROTOCOLLO PER LA VALUTAZIONE E LA GESTIONE DEL RISCHIO COLLEGATO AL RISCONTRO DI ESCHERICHIA COLI VEROCITOSSICI IN ALLEVAMENTI DI ANIMALI DESTINATI ALLA PRODUZIONE DI ALIMENTI.

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L’attenzione crescente verso le infezioni da E.coli VTEC richiede la definizione di un quadro di interventi che consenta, da parte delle autorità competenti locali, di operare in linea con gli obblighi e gli obiettivi previsti dal Reg. CE 882/2004, tenendo conto della valutazione del rischio che, ad oggi, considera, quale parametro di sicurezza alimentare, l’isolamento di E.coli produttori di tossina Shiga (STEC o VTEC) O157, O26, O111, O103, O145 e O104 con la compresenza di specifici geni di patogenicità. 

La Regione Piemonte con l’emanazione del “Protocollo Tecnico per l’effettuazione dei controlli microbiologici sugli alimenti e l’interpretazione e gestione degli esiti analitici”, ha ritenuto di estendere tale criterio anche agli alimenti di origine animale individuando quale parametro di non conformità la “presenza di E.coli VTEC” secondo la norma ISO/TS 13136:2012, scelta confermata dal Reg. UE 209/2013 per i germogli.

L’evoluzione delle tecniche di laboratorio, che prevedono per gran parte delle ricerche screening immunoenzimatici o biomolecolari finalizzati ad individuare in prima battuta i campioni sicuramente negativi evitando costosi procedimenti di isolamento, rende talvolta particolarmente complessa per il personale delle ASL la lettura dei rapporti di prova. È questo il caso delle analisi per la ricerca di E.coli VTEC per le quali sono emerse difficoltà interpretative che hanno richiesto degli approfondimenti da parte di un apposito gruppo di studio regionale istituito presso il Settore Prevenzione e Veterinaria della Regione Piemonte costituito da esperti della Regione, delle ASL, dell'IZS e dell'Università.

Nell’ambito dello studio effettuato dal gruppo di lavoro sono state richiamate le indicazioni dall’EFSA che prevedono che la ricerca di E.coli VTEC dovrebbe essere effettuata esclusivamente su alimenti ready-to-eat, escludendo dalla ricerca gli alimenti sottoposti a trattamenti termici in grado di inattivare il batterio o da consumarsi previa cottura, individuati tenendo conto anche delle indicazioni rese disponibili ai consumatori ai sensi del Reg. CE 178/2002 o sulla base di specifiche indicazioni normative. 

Sono inoltre state individuate, sulla base di una revisione della letteratura, le misure da adottare a seguito del riscontro di E.coli VTEC sia nel corso di controlli ufficiali sugli alimenti, sia nell’ambito di programmi di ricerca o di piani di monitoraggio nelle feci di animali destinati alla produzione di alimenti o nell’ambiente dove tali animali sono allevati.  Tali misure sono state inserite in una nota, trasmessa ai Servizi Veterinari delle ASL ed all'Istituto Zooprofilattico.

Leggi la Nota della Regione Piemonte

Leggi il documento del gruppo di lavoro

Veterinary & Food- aprile 2014