26 luglio 2010
LE ALTERAZIONI DEGLI ALIMENTI DEPERIBILI E IL RUOLO DEL CONSUMATORE: DALLE MOZZARELLE BLU ALLA RICOTTA ROSSA
Il caso delle mozzarelle blu, che sembrava in un primo momento un problema legato solo ad uno stabilimento di produzione tedesco, sta coinvolgendo produttori nazionali con l'aumento delle preoccupazioni  dei cittadini e il rischio di danni alle imprese.
Come già evidenziato fin dalle prime segnalazioni, le problematiche collegate alla presenza di Pseudomonas, di altri batteri e muffe, normalmente non in grado di causare malattia nell’uomo, ma alterazioni nei formaggi o in altri alimenti, sono conosciute e temute dai produttori che cercano, mediante l’adozione di tutta una serie di misure, di limitarne la presenza e la crescita.
Il periodo di caldo intenso appena trascorso e la presenza di articoli allarmanti sui media hanno aumentato il numero degli esposti inerenti alterazioni di alimenti.  In molti casi è però emerso che i problemi non erano imputabili al prodotto in commercio, ma alle modalità di gestione da parte del consumatore.  Abbiamo pertanto predisposto il seguente approfondimento.

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13 luglio 2010
RESIDUI DI PESTICIDI IN UNIONE EUROPEA: RELAZIONE DELL’EFSA
L'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) ha pubblicato la relazione annuale sui residui dei pesticidi  negli alimenti  rilevati nell'Unione Europea nel 2008.  La relazione oltre ad offrire una panoramica sulle attività di controllo svolte dagli Stati membri dell'UE e dei paesi EFSA , al fine di garantire la conformità degli alimenti alla normativa europea sui residui di antiparassitari,   valuta  l'esposizione dei consumatori ai pesticidi attraverso la dieta. 
Il rapporto evidenzia che il 96,5 % dei campioni analizzati (oltre 70000 campioni di quasi 200 diversi tipi di alimenti) è conforme ai livelli massimi di residuo (LMR) dei pesticidi legalmente ammessi nei prodotti alimentari mentre il 3,5 % supera i LMR. Le maggiori non conformità sono state riscontrate negli alimenti importati da paesi non appartenenti all'UE (7,6 %) rispetto ai campioni provenienti dalla Comunità Europea (2,4%). I metodi di monitoraggio applicati dagli Stati membri dell'UE consentono di individuare fino a 862 pesticidi diversi. Fonte : EFSA
Leggi la relazione EFSA 


09 luglio 2010
PESTICIDI NEL PIATTO: PUBBLICATO IL RAPPORTO LEGAMBIENTE 2010
È stato pubblicato  da pochi giorni il rapporto annuale di Legambiente “Pesticidi nel piatto”  che dopo un’analisi del rischio “pesticidi” riporta i dati relativi   alle  contaminazioni nazionali e regionali  dei prodotti ortofrutticoli e di origine animale per l’anno 2010.
Dai dati  raccolti emerge che la verdura “esente da residui” è in calo rispetto allo scorso anno: il numero di campioni regolari passa infatti dall’ 82,9% nel  2009 al 76,4% nel 2010. Lo stesso trend è presente per  i prodotti derivati (tra i quali miele, pane, vino ecc),  per i quali la percentuale di campioni senza residui si riduce dall’80,5%  del 2009 al 77,7%  nel 2010,  ed i campioni di frutta regolari che diminuiscono dal 53,8 % al 50,4% . Le contaminazioni da un solo residuo con limiti ancora al di sotto di legge sono comprese tra il 22% nei campioni di frutta, il 10,3% nei prodotti derivati e valori del 15,8% per la verdura, mentre le contaminazioni multi residuo oscillano tra il 6,5% nella verdura al  26,4% nella frutta ed il 9,3% dei prodotti derivati . Si registrano invece  irregolarità per 45 campioni di verdura (1,3%) e 45 di frutta  (1,2%), per 39 prodotti derivati (2,7%) . Nel complesso, rispetto all’anno precedente,  aumentano i prodotti contaminati da uno o più residui di pesticidi (da 27,5 a 32,7%) ed i campioni irregolari (da 1,2 a 1,5%) riducendosi, di conseguenza, quelli regolari senza tracce di molecole chimiche (dal 71,3 a 65,8%).

Leggi il report Legambiente
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25 giugno 2010
MOZZARELLE BLU: CONCLUSE LE ATTIVITA' DI RITIRO
La ditta tedesca Milchwerk Jager Gmbh & Co ha reso noti i marchi delle mozzarelle potenzialmente interessate dalla contaminazione, le ditte e i Paesi presso i quali sono state distribuite. 

Risultano coinvolti ben 14 Paesi oltre l'Italia: Bielorussia, Bulgaria, Repubblica Ceca, Danimarca, Francia, Germania, Ungheria, Lettonia, Polonia, Romania, Federazione Russa, Slovacchia, Slovenia e Svezia. 

In Italia si è provveduto, sotto il controllo dei servizi Veterinari delle ASL, al ritiro cautelativo dagli scaffali di tutte mozzarelle riportanti in etichetta l'identificativo dello stabilimento di produzione tedesco: DE-BY106-EG, nei discount delle catena Eurospin, Lidl, MD ed anche nelle catene Penny Market, Basko, Ekom, LD e DICO.

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24 giugno 2010
MOZZARELLE BLU: FOLLOW UP AGGIORNAMENTO LISTA MARCHI COINVOLTI
Il Ministero della Salute ha aggiornato la lista dei marchi di mozzarella prodotti dalla ditta tedesca.  Oltre a LAND, LOVILIO, MALGA PARADISO sono in fase di ritiro dal mercato o oggetto di sequestro da parte dei NAS o dei servizi Veterinari delle ASL anche MONTEVERDI, MOZZARELLA LD, FATTORIE TORRESINA.

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22 giugno 2010
MOZZARELLA BLU: FOLLOW UP
Sembra certa la conferma da parte del laboratorio dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie sezione di Trento, dell’isolamento di un batterio del genere Pseudomonas da campioni di mozzarelle alterate.

Questi isolamenti confermerebbero le ipotesi formulate e le dichiarazioni rilasciate dalla ditta produttrice.

Il Ministero della Salute ha ampliato l’allerta chiedendo alle ASL di verificare il ritiro dal mercato delle mozzarelle prodotte dallo stabilimento tedesco oltre che presso il gruppo Eurospin (marca LAND) anche dai LIDL (marca LOVILIO confezioni da 2x 125 gr e da 4x 250 gr.) e gli MD (marca MALGA PARADISO). Il provvedimento riguarda esclusivamente le mozzarelle riportanti sulla confezione l'identificativo dello stabilimento di produzione tedesco: DE-BY106-EG.

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21 giugno 2010
MOZZARELLA BLU: ATTIVATO LO STATO D'ALLERTA'
Il Ministero della Salute in un comunicato stampa ha segnalato di aver provveduto ad attivare il Sistema di allerta per il ritiro del mercato delle mozzarelle prodotte da uno stabilimento tedesco per il gruppo Eurospin.

Verifiche effettuate dai servizi veterinari a livello locale, a seguito di segnalazione di consumatori che hanno riscontrato alterazioni nelle mozzarelle acquistate nelle settimane scorse, hanno consentito di accertare che il prodotto non è più presente negli scaffali dei discount e che alcuni clienti che hanno riscontrato alterazioni nelle mozzarelle, portando indietro il prodotto, sono stati rimborsati con buoni acquisto di pari valore.

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14 giugno 2010
CONFERENZA STATO-REGIONI: NOVITA’ SULLE DIA
Il 29/04/2010 è stato firmato l’accordo Stato Regioni relativo alle  “Linee guida applicative del Regolamento n. 852/2004/CE del Parlamento europeo e del Consiglio sull’igiene dei prodotti alimentari”   che prevede alcune modifiche relative alle registrazioni delle imprese alimentari e le DIA. Secondo le linee guida,  nelle Regioni in cui veniva prevista una Dichiarazione di Inizio Attività  differita a 30 giorni, non sarà più necessario posticipare l’inizio delle attività ma l’apertura potrà essere immediata . La Regione Piemonte sta predisponendo in questi giorni la nuova modulistica e la DGR con la quale verranno recepite le modifiche apportate dall'accordo Stato-Regioni.  Analogo orientamento è previsto in ambito commerciale: il  D.Lvo 26/03/2010 n° 59 (art. 65 comma 3) ha abrogato il comma 1 dell’art. 7 del DL.vo 114/98 che prevedeva che l’apertura di un esercizio di vicinato poteva essere effettuata 30 giorni dopo la presentazione della comunicazione.
Linee guida Stato-Regioni
D.Lvo 26/03/2010 n° 59 


07 giugno 2010
L'AFSSA ha confermato nelle settimane scorse l'opportunità di evitare il miele nel prima anno di vita dei bambini per il rischio del botulismo infantile. In Italia, dal 1984 al 2007 sono stati diagnosticati 28 casi di botulismo infantile e il nostro Paese dopo gli USA, l’Argentina e il Canada, è quello con la casistica più numerosa.Il botulismo infantile è una particolare forma di botulismo causata non dall' assorbimento di tossina preformata, quanto dall' ingestione di spore, le cui fonti sono state individuate nei terreni, nella polvere delle abitazioni ed in alcuni alimenti che rientrano nell' alimentazione del lattante. Tra questi ultimi un ruolo è stato prospettato per il miele. Le spore in esso contenute, a differenza di quanto accade nell'adulto o in bambini al di sopra dell'anno di età, sarebbero in grado di germinare, a livello del colon, con conseguente produzione di tossina, la quale provoca manifestazioni essenzialmente riconducibili all'intossicazione classica. Tuttavia l’ingestione delle spore non è condizione sufficiente allo sviluppo di questa patologia: tra le cause concomitanti viene attribuita una particolare importanza alle caratteristiche della flora intestinale, soprattutto quando modificata dall’uso di antibiotici, alle anomalie della secrezione intestinale e alle alterazioni della risposta immunitaria. In nessun caso è stato segnalato, aldilà del rischio del tutto particolare del botulismo infantile, un possibile pericolo per il consumatore.
Leggi l’articolo di approfondimento

link utili:
http://www.afssa.fr/index.htm  
Notiziario dell'ISS  
http://www.who.int/mediacentre/factsheets/fs270/en/
 


01 giugno 2010
“BOLLINO ROSSO ESTATE”: COME TUTELARSI DAI RISCHI ALIMENTARI
Ottanta peruviani colpiti da una forma gastrointestinale a seguito di un pranzo di battesimo, decine di persone ricoverate a Bari a seguito del consumo di pesce in cattivo stato di conservazione, tre anziani deceduti per un‘epidemia di origine alimentare in una casa di cura a Milano  sono le ultime notizie che evidenziano l’importanza di consumare alimenti sicuri.
Soprattutto con il caldo  estivo aumentano le segnalazioni legate a disturbi gastrointestinali causati da alimenti contaminati da microrganismi o dalle tossine da essi prodotte quando vengono trascurate le buone pratiche igieniche nel corso della preparazione e conservazione  dei cibi. Nel primo caso si parla di infezioni, nel secondo caso di intossicazioni.  In entrambi i casi la sintomatologia può andare dal mal di pancia con diarrea sino a manifestazioni più gravi con febbre, vomito, crampi addominali, mal di testa, diarrea profusa che  richiedono il ricovero in ospedale.
Ecco alcuni consigli per tutelarsi dai rischi alimentari che possono verificarsi maggiormente nel periodo estivo
La sicurezza alimentare d’estate


28 maggio 2010
IL PARLAMENTO EUROPEO BOCCIA LA PROPOSTA DI INSERIMENTO DELLA TROMBINA NELLA LISTA DEGLI ADDITIVI
Il Parlamento Europeo ha bocciato la proposta della Commissione  di inserire la trombina, un enzima presente nel sangue di bovini o suini e impiegato dalla imprese alimentari per incollare porzioni di carni e costituire pezzi interi, tra gli additivi alimentari.  Secondo la proposta della Commissione europea, i prodotti ricostituiti con la trombina avrebbero dovuto riportarne l’indicazione sull'etichetta, e non avrebbero potuto essere usati dai ristoranti.   Il Parlamento ha motivato la decisione affermando che la commercializzazione di alimenti ricostituiti rischia di trarre in inganno il consumatore e che in tali prodotti il rischio d'infezioni batteriche è più elevato che in altri ottenuti da pezzi interi. Inoltre i deputati hanno ritenuto che tali misure non fossero sufficienti a garantire la dovuta trasparenza per il consumatore.   Affermazioni che appaiono paradossali alla luce della constatazione, che può essere fatta da qualunque consumatore, che alimenti ricostituiti sono oggi regolarmente in commercio in Europa ed anche nel nostro Paese.  E la trombina, che non desta preoccupazioni dal punto di vista sanitario, come recentemente affermato dall’EFSA, può continuare ad essere usata come “coadiuvante tecnologico” senza essere dichiarata in etichetta insieme ad altri enzimi (per esempio le tranglutaminasi che funziona con lo stesso principio sul fibrinogeno) o additivi che svolgono una funzione sovrapponibile ma devono essere riportati in etichetta.

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19 maggio 2010
REPORT EFSA 2008: MONITORAGGIO DEI LIVELLI DI ACRILAMMIDE NEI PRODOTTI ALIMENTARI
Il 18 maggio l’EFSA ha pubblicato la relazione relativa al monitoraggio, per l’anno 2008, dei livelli di acrilamide in alcuni prodotti alimentari, condotto dagli Stati Membri su disposizione della Racc. 2007/331/EC.  L’acrilammide è una sostanza che può formarsi in alimenti, di solito prodotti amilacei, durante la cottura ad alta temperatura, come frittura, cottura al forno o alla griglia.  Gli Stati membri sono stati invitati ad analizzare complessivamente circa 2000 campioni di alimenti nelle seguenti categorie: “patatine fritte”, “patatine”, “prodotti a base di  patate da cucinare a casa” “pane”, “biscotti” “ cereali per la colazione”, “caffè tostato”, “ alimenti omogeneizzati per bambini', “alimenti a base di cereali per bambini 'ed “altri prodotti”. L’EFSA ha pertanto valutato un totale di 3.461 risultati, dai quali risulta che il livello di acrilammide medio varia da 23 μg/kg per  'pane non specificato' a 1124 μg / kg per alimenti ‘succedanei del caffè', che comprendono bevande simili al caffè a base di cereali quali l’orzo o di cicoria, dove sono state riportate le concentrazioni  maggiori. Confrontando i  risultati 2008 con le positività raccolte nel 2007, le  patatine, il caffè istantaneo ed i succedanei del caffè hanno mostrato un incremento dei livelli della presenta di questa sostanza.  Per le altre categorie di  prodotti utilizzati tuttavia i dati raccolti mostrano  una riduzione  delle concentrazioni nel 2008 rispetto all’anno precedente.  Il rapporto suggerisce un calo dei livelli  di acrilammide nei due  anni considerati,  tuttavia, sottolinea l’EFSA, solo nei prossimi anni si potrà stabilire se questo sia effettivamente un trend in discesa. Fonte: EFSA
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17 maggio 2010
LA GESTIONE DEL RISCHIO ALLERGENI MEDIANTE L'APPLICAZIONE DEL SISTEMA HACCP: UN OBIETTIVO DI SICUREZZA ALIMENTARE PER LE IMPRESE
Il D.lgs. 114/2006 ha modificato il D.lgs. 109/92 con l’obiettivo di garantire ai cittadini, soprattutto a quelli con sensibilità nota a componenti od additivi specifici, il diritto ad un’informazione più approfondita sugli ingredienti alimentari, introducendo una lista positiva di sostanze considerate “allergeniche” da dichiarare obbligatoriamente in etichetta, qualora siano presenti in un prodotto alimentare. Questo ha richiesto, da parte delle imprese che impiegano materie prime contenenti sostanze allergeniche, particolari attenzioni volte ad evitare contaminazioni crociate, che potrebbero portare ad avere tracce più o meno significative di allergeni in alimenti nei quali non ne è prevista la presenza come ingredienti e quindi l’indicazione in etichetta.  Al fine di fornire un contributo all’analisi dei pericoli correlati alla contaminazione degli alimenti da parte di allergeni ed alle possibili misure di controllo, sono state rese disponibili le indicazioni fornite da (lavori) pubblicazioni scientifiche e agenzie per la sicurezza alimentare a livello internazionale.

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05 maggio 2010
CINQUE PUNTI CHIAVE PER ALIMENTI PIU’ SICURI: UN APPROCCIO SCIENTIFICO ALLA SICUREZZA DEGLI ALIMENTI
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) è da lungo tempo consapevole della necessità di educare gli addetti alla manipolazione degli alimenti circa le loro responsabilità ai fini della sicurezza alimentare. Nei primi anni ’90, l’OMS ha sviluppato le “Dieci regole d’oro per la preparazione di alimenti sicuri”, in seguito ampiamente tradotte e riprodotte. E’ tuttavia apparsa evidente la necessità di uno strumento più semplice e più generalmente applicabile. Dopo quasi un anno di consultazione con esperti della sicurezza alimentare e della comunicazione del rischio, l’OMS ha introdotto, nel 2001, il poster dei “Cinque Punti Chiave per Alimenti più Sicuri” seguito dal manuale esplicativo.  Tali documenti sono oggi disponibili, a cura del CeIRSA, anche in lingua italiana.

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Scarica il manuale
OMS


30 marzo 2010
LARVE DI ANISAKIS NEL PESCE CRUDO: UN PERICOLO DA CONOSCERE
Le notizie riportate dai quotidiani in questi giorni in seguito al ritrovamento di “vermi bianchi, vivi, lunghi da 1,5 a 2 centimetri” in alici crude comprate in un supermercato hanno riportato all’attenzione del pubblico il problema Anisakis.
Anisakis simplex, Anisakis physeteris, o Pseudoterranova sp sono nematodi (vermi dalla sezione circolare) appartenenti alla famiglia Anisakidae, che si trovano nell’intestino di pesci e mammiferi marini (foche, delfini, balene). 
Il parassita  si trova all’interno della cavità intestinale dei pesci pertanto i controlli, sia quelli effettuati dai produttori sia quelli effettuati dai veterinari ufficiali, possono essere solo a campione e, soprattutto in caso di infestazioni lievi, non sono in grado di verificare con certezza assoluta l’assenza dell’anisakis.
I cittadini potranno quindi  trovarsi di fronte al problema che, se conosciuto, può essere facilmente gestito senza particolari preoccupazione e rinunce culinarie.

Leggi l'approfondimento su anisakis

Circolare ministeriale  DGSAN 10776 P DEL 19/ 09/08 sul riscontro di larve di anisakis in prodotti della pesca

Leggi le valutazione dell'EFSA su anisakis


16 marzo 2010
IL CEIRSA SI RINNOVA: ON LINE IL NUOVO SITO
I cittadini italiani sono tra quelli, a livello europeo, maggiormente preoccupati per la sicurezza degli alimenti che consumano.  Sono questi i risultati emersi in un sondaggio della Unione Europea.

Le paure sono tangibili, è sufficiente ascoltare le comuni conversazioni tra la gente, per rendersi conto di quale sia la percezione del rischio dei cittadini: carni piene di ormoni ed  antibiotici, verdure e frutta contaminati da sostanze chimiche, ed ancora alimenti riciclati, scarti utilizzati per produrre cibi, coltivazioni OGM contenenti geni di pesce, ecc…    Le reazioni dei consumatori in occasione delle “crisi  BSE, diossine ed influenza aviaria” hanno provocato  in Italia un crollo dei consumi che non ha avuto eguali in nessun altro Paese, dimostrando una preoccupazione realmente elevata nei confronti di ciò che si mangia.

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09 marzo 2010
LA PATATA OGM E LE SCELTE DELL’UNIONE EUROPEA NEL CAMPO DEGLI ORGANISMI GENETICAMENTE MODIFICATI
La recente autorizzazione della patata OGM Amflora ha  nuovamente scatenato il dibattito pro o contro OGM.   Non sempre i messaggi forniti dalle diverse posizioni hanno contribuito a fornire un quadro sulla reale situazione degli OGM.   L'Unione Europea ha prodotto un documento che attraverso domande e risposte si propone di fornire un'informazione corretta sulle decisioni assunte e sull’attuale stato delle autorizzazioni all’impiego ed alla coltivazione di piante OGM sul territorio dei Paesi dell’Europa. Il documento, pubblicato ufficialmente solo in lingua inglese, è stato tradotto dalla redazione del Ce.I.R.S.A. con lo scopo di renderlo disponibile ad un pubblico più ampio anche nel nostro Paese.

Leggi il documento in italiano


03 marzo 2010
VEGETARIANI PER PAURA?
La scelta di adottare una dieta vegetariana è da rispettare mentre non è condivisibile creare allarmismo ingiustificato per modificare le abitudini alimentari dei cittadini.

Il problema recentemente sollevato dalla Lega Anti Vivisezione (LAV) di un impiego eccessivo degli antibiotici negli allevamenti è serio anche per le ricadute sull’insorgenza delle resistenze nei confronti di  microrganismi che possono poi essere trasmessi all’uomo ed è per questo che l’U.E. ed il nostro Paese hanno adottato misure di controllo particolarmente restrittive.

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23 febbraio 2010
CARNE DI POLLO E CAMPILOBATTERIOSI NELL'UOMO: IL PARERE DELL'EFSA
La carne di pollo è una delle principali cause di campilobatteriosi nell’uomo. Lo conferma l’Efsa, secondo cui  il 20-30% dei casi di infezione da Campylobacter sono riconducibili direttamente alla manipolazione, alla preparazione e al consumo di carne ottenuta dai broiler. La campilobatteriosi è la più comune malattia infettiva trasmissibile dagli animali agli essere umani attraverso l’ingestione degli alimenti e l’analisi dell’Efsa costituisce la prima parte di un più ampio lavoro in questo settore che mira ad identificare le possibili opzioni di controllo e le azioni per ridurre la presenza di Campylobacter nelle diverse fasi della filiera della carne ottenuta dai broiler. Fonte: EFSA

Leggi il comunicato stampa - la sintesi  ed il parere scientifico  dell’Efsa.


16 febbraio 2010
Con l'entrata in vigore del Regolamento CE 504/2008 il Dipartimento per la Sanità Pubblica  Veterinaria, la Nutrizione e la Sicurezza degli Alimenti del Ministero della Salute  ha pubblicato  alcune precisazioni relative all’identificazione degli equidi e alla modalità di gestione dello stato dell’equide destinato alla produzione di  alimenti per l’uomo (DPA) che modifica la precedente nota del Ministero della Salute n. 15952 del 21 dicembre 2007. La nota  diffusa il 4/2/2010   precisa che l’obbligo di identificazione elettronica tramite microchip decorre dal 1 luglio 2009 per  gli equidi introdotti dai Paesi Membri mentre per quanto riguarda gli equidi nati sul territorio nazionale  l’obbligo decorre dal 1 gennaio 2007. Fonte: Ministero della Salute

Leggi la nota del Ministero
Leggi il regolamento  CE 504/2008


09 febbraio 2010
CEIRSA : I PRIMI CINQUE ANNI DI ATTIVITA’
Il Centro Interdipartimentale di Ricerca e documentazione sulla Sicurezza Alimentare ha iniziato la propria attività nel febbraio del 2005 con lo scopo principale di affrontare la comunicazione dei rischi alimentari e le problematiche legate all’alimentazione ed alla sicurezza alimentare dal punto di vista istituzionale considerando  da un lato  l’importanza che i cibi rivestono nel determinare aspettative di vita migliori e più lunghe e dall’altro  il ruolo  che le istituzioni  devono avere  nella  prevenzione e tutela della salute dei cittadini.  Nell’arco di  questi 5  anni, il gruppo di lavoro ha operato tramite un approccio multidisciplinare coinvolgendo e rivolgendo la propria attività verso i diversi stakeholders coinvolti  nel processo comunicativo: consumatori, esperti  del settore ed imprese. E' disponibile di seguito una panoramica delle diverse  attività svolte nel corso dei 5 anni di attività.

Anno 2009
Anno 2008
Anno 2007
Anno 2006
Anno 2005


02 febbraio 2010
ALLERTE COMUNITARIE: RAPPORTO RASFF 2009

È stato pubblicato sul sito del Ministero della Salute il report del sistema di allerta comunitario contenente le irregolarità segnalate sul mercato comunitario distinte per contaminanti microbiologici, contaminanti chimici ed irregolarità di altro tipo. Complessivamente, nell’anno 2009, sono state trattati 3204 casi pervenuti sia dalla Commissione Europea che da parte degli uffici periferici e degli Assessorati alla Sanità. Il trend è il medesimo del 2008 con una diminuzione delle segnalazioni per frutta secca e snack, ed un aumento significativo di notifiche per i prodotti della pesca e per gli integratori e dietetici. Le segnalazioni relative agli agenti microbiologici riguardano la Salmonella (314 notifiche contro le 334 dell’anno precedente), la Listeria ed il riscontro di larve di Anisakis. Relativamente ai  contaminanti quelli più frequentemente riscontrati sono le micotossine ( anche se in calo rispetto all’anno precedente), i residui di fitofarmaci, i metalli pesanti e le migrazioni di materiali destinati a venire a contatto con gli alimenti. Le notifiche relative alla problematica della melammina sono in diminuzione (15 notifiche contro le 58 dell’anno precedente). Le altre irregolarità riguardano in modo preponderante merce con etichettatura non regolamentare dal punto di vista sanitario, assenza di certificazioni sanitarie, traffico illegale, presenza di corpi estranei o in cattivo stato di conservazione. Fonte: Ministero della Salute

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02 febbraio 2010
ZOONOSI ED EPIDEMIE DI ORIGINE ALIMENTARE NELL’UE ANNO 2008: REPORT EFSA ECDC
L’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) e il Centro Europeo per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie (ECDC) hanno pubblicato la relazione annuale sulle zoonosi e sulle epidemie di origine alimentare per il 2008, in cui viene fornita una panoramica delle infezioni zoonotiche che in natura uomo ed animali hanno in comune e delle epidemie causate dal consumo di alimenti contaminati. La relazione mostra che il numero dei casi umani delle tre infezioni zoonotiche segnalate con maggiore frequenza nel 2008 è stato inferiore al 2007.

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02 febbraio 2010
MALATTIE TRASMESSE DA ALIMENTI: REPORT 2008 REGIONE PIEMONTE
È stato pubblicato  il report della Regione Piemonte  sulla sorveglianza dei focolai di Malattie Trasmesse da Alimenti del 2008.  Dal rapporto emerge che le  cause principali di MTA registrate sono state le tossinfezioni alimentari (80% degli episodi), seguite dagli avvelenamenti da funghi (16%) e dalle intossicazioni da istamina (2,7%). Per quanto riguarda gli episodi confermati, l’agente più isolato è stato Salmonella (74% degli episodi e 56% dei casi di malattia),  seguito dallo Stafilococco e dal virus dell’Epatite A (HAV). Gli alimenti più frequentemente coinvolti sono stati  quelli a base di uova (28,6%), seguiti dai prodotti della pesca (12,7%)e da latte/latticini (11,1%). La maggior parte degli episodi di tossinfezione alimentare si è verificata nelle abitazioni private (35 episodi pari al 56%), 7 episodi (11%) si sono verificati nella ristorazione collettiva, 8 (13%) presso pubblici esercizi.  Per quanto riguarda i casi singoli invece sono in aumento le segnalazioni da  Campylobacter jejuni che nel 2008 costituiscono il 7,7% dei casi singoli.

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26 gennaio 2010
PUBBLICATE LE NUOVE LINEE GUIDA APPLICATIVE DEL REGOLAMENTO N.853/2004/CE

E' pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale l'Accordo Stato Regioni n° 253/CSR del 17/12/2009 riportante le "Linee guida applicative del Regolamento n.853/2004/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio sull'Igiene dei Prodotti di Origine Animale". L'Accordo in GU è del 17 dicembre 2009 e riporta la versione definitiva che recepisce le osservazioni formulate dal Ministero dell'Economia e delle Finanze. Le Linee guida sono finalizzate a dare attuazione al Regolamento 853/04 e hanno lo scopo di fornire agli operatori del settore alimentare e agli organi del SSN uno strumento operativo in considerazione anche della possibilità di mantenere o adottare, nel rispetto dei principi generali di sicurezza alimentare, disposizioni particolari di adattabilità alle esigenze particolari delle singole realtà nazionali.  Fonte : anmvi oggi

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26 gennaio 2010
 Nella società odierna  i ritmi di vita più frenetici e la diminuzione del tempo a disposizione per  la preparazione dei cibi spinge il consumatore ad acquistare sempre più spesso  prodotti pronti al consumo  tra cui anche  gli ortofrutticoli freschi  in busta diffusi in molti punti vendita e sempre più utilizzati per la loro praticità nella ristorazione  pubblica e privata. Un’indagine effettuata dall’ASL TO5  sulle  verdure fresche pronte al consumo- le cosiddette i verdure di IV gamma- conferma un buon livello di igiene dei prodotti in vendita.  

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09 dicembre 2009
PROTEZIONE DEGLI ANIMALI DURANTE L’ABBATTIMENTO: NUOVO REGOLAMENTO DELL’UE
E’ in vigore  il  Regolamento (CE) N. 1099/2009 del Consiglio relativo alla protezione degli animali durante l’abbattimento pubblicato sulla  GU dell’Unione Europea il 18 novembre 2009. Il regolamento, che sarà applicabile dal 1 gennaio 2013, disciplina l’abbattimento degli animali allevati o detenuti per la produzione di alimenti, lana, pelli, pellicce o altri prodotti, nonché l’abbattimento di animali a fini di spopolamento e operazioni correlate. Il Regolamento individua i metodi di stordimento riconosciuti con le relative caratteristiche predisponendo inoltre l’obbligo per gli operatori di designare un responsabile della tutela del benessere animale per ogni macello con il compito di garantire la conformità del macello alle disposizioni contenute in tale normativa.

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Corso di formazione per gli addetti allo stordimento degli animali presso i macelli


09 dicembre 2009
I REGOLAMENTI 1161/09 E 1162/09 IN VIGORE DAL 1° GENNAIO 2010
Sono in vigore e saranno applicativi dal 1 gennaio 2010 il  Regolamento “1161/2009 della Commissione del 30 novembre 2009 che modifica l’allegato II del Regolamento (CE) n. 853/2004 del Parlamento Europeo e del Consiglio per quanto concerne le informazioni sulla catena alimentare da fornire agli operatori del settore alimentare che gestiscono macelli” ed il Regolamento (CE) n. 1162/2009 della Commissione del 30 novembre 2009 che fissa disposizioni transitorie per l’attuazione dei Regolamenti del Parlamento Europeo e del Consiglio (CE) n. 853/2004, (CE) n. 854/2004 e (CE) n. 882/2004. In particolare il Regolamento CE/1161/2009 modifica l'allegato Il del Reg. CE/853/04 per quanto concerne le informazioni sulla catena alimentare da fornire agli operatori dei macelli, consentendo, salvo casi particolari, che tali informazioni possano pervenire meno di 24 ore prima dell'arrivo ovvero accompagnare gli animali al loro arrivo al macello. Per quanto attiene al Reg. E/1162/2009, si richiama l'attenzione sulle disposizioni transitorie che riguardano l'accreditamento dei laboratori ufficiali interni ai macelli che effettuano le analisi per la ricerca di Trichinella. Da tale disposizione ne deriva che, dopo il 1/1/2010, per poter continuare tale attività  analitica,  sarà necessario che i laboratori interni ai macelli dimostrino di aver avviato ed avere in corso  le necessarie procedure di accreditamento, al fine di consentirne la specifica designazione da parte dell'autorità  competente.

Leggi il  Reg. 1161/09
Leggi il Reg. 1162/09


24 novembre 2009
RISCHI ED OPPORTUNITA' CONNESSI CON LA COMMERCIALIZZAZIONE DEL LATTE CRUDO
Nella Comunità Europea solamente alcuni Stati membri hanno autorizzato il commercio di latte crudo per il consumo umano diretto. In Italia, da qualche  anno la vendita diretta di latte crudo, dal produttore al consumatore tramite distributori automatici ,  ha subìto una forte espansione  grazie anche  alla rivisitazione della normativa europea e nazionale nonché alla crescente riscoperta dei gusti “naturali” da parte del consumatore italiano.  Gli alimenti crudi, che non hanno subito trattamenti termici,  tuttavia, rappresentano una scelta di produzione e di consumo da fare in modo consapevole sottolineano gli esperti.  Gli aspetti favorevoli legati al consumo di questo prodotto e  le criticità  emerse nel corso di questi anni, tutt’oggi  alla base di numerosi dibattiti, vengono analizzate ed affrontate in  un articolo pubblicato su “Medicina Veterinaria Preventiva” .

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24 novembre 2009
CAMPAGNA INFORMATIVA DELLA REGIONE PIEMONTE PER LA SICUREZZA ALIMENTARE NEGLI ALLEVAMENTI: LINEE GUIDA PER GLI ALLEVATORI
La vigente legislazione europea in tema di sicurezza alimentare prevede la responsabilizzazione diretta dei produttori di alimenti, compresa la produzione primaria, intendendo con questo termine “tutte le fasi della produzione, dell’allevamento o della coltivazione dei prodotti primari, compresi il raccolto, la mungitura e la produzione zootecnica precedente la macellazione”. L’allevatore è a pieno titolo considerato un operatore del settore alimentare e quindi “responsabile di garantire il rispetto delle disposizioni della legislazione alimentare e l’allevamento di animali è considerato una attività di impresa alimentare”. In questo contesto i pericoli alimentari presenti a livello della produzione primaria dovrebbero essere identificati e adeguatamente controllati per garantire gli obiettivi della nuova legislazione sulla sicurezza alimentare. In quest’ottica L’Assessorato alla Tutela della Salute e Sanità della Regione Piemonte ha promosso una campagna formativa ed informativa per gli allevatori realizzando dei manuali di buone pratiche operative per chi lavora nel settore ed è interessato ad attivare un programma di miglioramento sanitario.  La pubblicazione, redatta da un gruppo di esperti veterinari sulla base di un ampio prospetto regionale, tiene conto dell’esperienza maturata dai servizi veterinari delle Asl.

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