04 ottobre 2017

INTOSSICAZIONI ALIMENTARI DA TOSSINE NATURALI CONTENUTE NEI VEGETALI

Nelle ultime settimane i media hanno riportato 2 casi di persone che si sono ammalate gravemente o sono morte a seguito del consumo di vegetali. Uno degli episodi è stato causato dalla contaminazione di confezioni di verdure surgelate con piante tossiche, mentre l'altro è legato alla raccolta di piante per il consumo: due coniugi sono deceduti per avere consumato un risotto cucinato con un fiore tossico (Colchicum Autumnale) scambiato per zafferano selvatico (Crocus biflorus).

Il colchico d’autunno è una pianta che fiorisce tra agosto e settembre e cresce spontanea nei prati, per lo più ai margini dei boschi. L'avvelenamento da colchicina, una sostanza contenuta in tale pianta, è mortale e ha un effetto quasi immediato. Si manifesta con bruciore alla gola, dolori gastrici, crampi e sudori freddi e può portare alla morte per insufficienza respiratoria o collasso cardiocircolatorio.

Inoltre, a inizio settembre ed ai primi di ottobre, sul portale del Ministero della Salute sono stati pubblicati i richiami di alcuni lotti di confezioni di spinaci freschi e di spinaci surgelati a causa della possibile presenza di Mandragora, un’erba infestante velenosa. Si tratta di una pianta appartenente al genere delle Solanaceae che contiene alcaloidi in grado di causare agitazione, allucinazioni e, nei casi più gravi, anche convulsioni e coma.

Non sempre piante, funghi, alghe, etc. hanno effetti benefici: non tutto ciò che è naturale è salutare! Possono infatti manifestarsi, a seguito del loro consumo, effetti tossici e nocivi. Il rischio è quello di confondere una specie di pianta tossica con una commestibile così come avviene, purtroppo con una certa frequenza, con i funghi. 

Si tratta di pericoli spesso sottovalutati dai consumatori: occorre evitare di raccogliere e consumare piante, erbe e funghi se non si è più che certi della loro commestibilità. Anche in caso di riscontro della presenza di vegetali estranei nelle verdure acquistate confezionate, fresche o surgelate, è opportuno non consumare il prodotto, ma riportarlo al punto vendita evidenziando il problema.

Come si può leggere nel rapporto annuale “Emerging Risks Exchange Network Report 2015” pubblicato dall’EFSA, su 11 nuovi rischi emergenti nelle filiere alimentari ben 5 derivano dal consumo di vegetali contenenti contaminanti tossici per la salute umana. Vengono infatti presi in considerazione episodi di intossicazione legati al consumo di barbabietole crude in Francia, la presenza di elevati livelli di deossinivalenolo e zearalenone nel mais in Italia, episodi di dermatite dovuta al consumo di funghi shiitake crudi o poco cotti in Francia, i rischi microbiologici e chimici del fieno impiegato come alimento o additivo alimentare in Austria, fino alle alte concentrazioni di acido ossalico nei frullati verdi (smoothies) in Germania.

A tale proposito, il Centro Antiveleni di Milano, l'ATS della Brianza e l'IZSLER, in collaborazione con il Ministero della Salute, la Regione Lombardia e l'Ospedale Niguarda, hanno pubblicato nel 2016 un interessante documento dal titolo "LE INTOSSICAZIONI ALIMENTARI DA TOSSINE NATURALI: GUIDA AL RICONOSCIMENTO E ALLA PREVENZIONE". E' una guida che illustra al cittadino, agli operatori del settore e ai ragazzi delle scuole quali alimenti in natura possono essere dannosi per la salute (funghi, piante, pesci, etc), con semplici indicazioni sul riconoscimento delle tossine naturali e informazioni su come comportarsi in caso di intossicazione e sulla corretta gestione degli alimenti in ambiente domestico. 

Leggi il richiamo degli spinaci

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