04 gennaio 2018

I CONTROLLI SULLA SICUREZZA DEGLI ALIMENTI IN ITALIA SVOLTI DAI DIVERSI ORGANI: ANNO 2016

Il Ministero della Salute ha recentemente pubblicato la Relazione annuale 2016 al PNI.

La relazione fornisce un quadro di insieme dei risultati delle attività svolte direttamente sulle produzioni alimentari e di quelle relative ad altri ambiti di interesse che, direttamente o indirettamente, possono influenzare il livello di sicurezza delle produzioni agroalimentari e zootecniche. Tale principio è alla base del PNI (Piano Nazionale Integrato dei controlli sulla sicurezza alimentare), che delinea l'intero Sistema dei controlli ufficiali in materia di alimenti, mangimi, sanità e benessere animale, sanità delle piante e ambiente.

In Italia i controlli sulla sicurezza degli alimenti vengono svolti da diversi organi di controllo: i Servizi Veterinari e di Igiene degli Alimenti (SIAN) delle Aziende Sanitarie Locali in qualità di Autorità Competente Locale per la sicurezza alimentare, l'Ispettorato centrale repressione frodi del Ministero per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali, i reparti specializzati del Comando Carabinieri (NAS E NAC), il Corpo Forestale dello Stato, le Capitanerie di porto e la Guardia di Finanza, i Posti di ispezione frontaliera (PIF), gli Uffici di Sanità Marittima Aerea di Frontiera (USMAF), l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, nonchè l'Istituto Superiore di Sanità ed i Laboratori degli Istituti Zooprofulattici Sperimentali per l'esecuzione delle analisi sui campioni preevati.

I dati relativi ai controlli effettuati in Italia nel 2016 per garantire la sicurezza degli alimenti sono riportati nell'infografica seguente, da cui emerge che la maggior parte dei controlli (417.496 tra ispezioni e audit, oltre al prelievo di campioni per un totale di 98.995 analisi) viene eseguita dal personale dei Servizi Veterinari e di Igiene degli Alimenti delle ASL, considerando la sola l’attività di controllo ufficiale sulle attività di produzione, distribuzione e somministrazione di alimenti e bevande.

I dati pubblicati dal Ministero evidenziano un trend che vede una diminuzione del numero di controlli svolti dalle ASL, passati negli ultimi anni da oltre 1 milione a poco più di 400 mila, a fronte di un aumento di quelli svolti da altri organi di controllo (in particolare Capitaneria di porto e Uffici di Sanità Marittima Aerea di Frontiera USMAF). Tale fenomeno è probabilmente da ascrivere alle crescenti pressioni, a cui sono sottoposti i servizi delle ASL, per la valutazione di efficacia ed appropriatezza degli interventi di controllo ufficiale previsti sia dai Regolamenti europei sui controlli ufficiali sia nell'ambito del Piano Nazionale della Prevenzione all'interno del quale è confluito il Piano Nazionale integrato dei controlli sulla sicurezza alimentare, che stanno portando ad una riduzione degli interventi non dimostratamente efficaci o ridondanti che si rende necessaria anche a causa di una riduzione progressiva degli organici.

Esulano da questa esigenza i controlli svolti nell'ambito di attività di indagine o di Polizia Giudiziaria che dovrebbero rappresentare gran parte delle attività svolte dagli altri organi di controllo.

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