Rassegna Stampa

Le notizie più
interessanti scelte da fonti internazionali e nazionali
Dicembre 2005:
27 dicembre 2005:
USA - Sorveglianza e coordinazione per
ridurre le MTA
24 dicembre 2005:
UK - A Natale regala una capra
23 dicembre 2005:
Africa - ... chi troppo poco...
22 dicembre 2005:
USA - ...chi troppo...
21 dicembre 2005:
Australia – Casi di Listeriosi nosocomiale
20 dicembre 2005:
BfR - Norme igieniche per la preparazione di
infusi
19 dicembre 2005:
USA – E. coli
O157:H7 nel latte crudo
18 dicembre 2005:
Norvegia - Le orche sono i mammiferi più
contaminati
13 dicembre 2005:
UK -
Medici e veterinari: un'unica medicina?
12 dicembre 2005:
EFSA: L'ITX non è genotossico
Novembre 2005:
25 novembre: UK
– FSA: genitori non preoccupatevi per l’ITX
16 novembre:
Galles (UK) – Un’altra scuola chiusa per
E. coli.
16 novembre:
USA – L’USDA studia come ridurre i
patogeni nei polli
16 novembre:
Australia – quando il cibo diventa
fosforescente
14 novembre:
Norvegia – Epidemia di
Salmonella
Typhimurium DT104 associata al consumo di carne
14 novembre:
UE –
Aggiornamento sull’epidemia di Salmonella Goldcoast
11 novembre:
UE –
4 novembre:
Danimarca – La storia delle popolazioni marine
attraverso lo studio dei menu
3 novembre: USA
- dove ho mangiato quella roba?
Ottobre 2005:
28 ottobre:
Mallorca – 32 turisti colpiti da
Salmonella Goldcoast
26 ottobre: Mantova-
trichinellosi da consumo di carne di cavallo
25 ottobre:
OMS -
Sono 5 milioni all'anno i bambini vittime
dell'inquinamento chimico
24 ottobre:
Galles (UK) - sale a 157 il numero casi di tossinfezione da E. coli O157
11 ottobre:
Similitudini tra il virus dell'influenza aviare e della spagnola
11 ottobre: Cina-
un nuovo patogeno alimentare: Laribacter
hongkongensis
10 ottobre: Galles-
115 persone colpite da E.coli 0157 a seguito del consumo di carni cotte
10 ottobre:
Gli scienziati ed il virus dei numeri
7 ottobre:
UE- il tribunale boccia le regioni ogm free
3 ottobre: Francia
-Trichinellosi umana a seguito del consumo di carni di orso bruno canadese
Archivio notizie:
Luglio Agosto Settembre 2005
-
http://www.ceirsa.org/world_news7_8_9_2005.htm
27 dicembre 2005
USA –
Sorveglianza e
coordinazione punti chiave per ridurre le MTA
Oggi
un solo hamburger può contenere la carne di molti bovini, ingredienti
provenienti da diversi paesi ed essere stato lavorato in diversi
stabilimenti. La complessità di una tale filiera produttiva, rende
l’investigazione delle cause di eventuali malattie a trasmissione alimentare
(MTA) un’impresa ardua. Secondo i Centri per il controllo e la prevenzione
delle malattie statunitensi (CDC), le gastroenteriti acute colpiscono 76
milioni di persone ogni anno negli Stati Uniti. Gli sforzi nel campo della
prevenzione hanno permesso di ridurre negli ultimi anni l’incidenza di
certe infezioni. Tuttavia, rimangono ancora molte le sfide da superare e
l’evoluzione delle filiere produttive deve essere accompagnata da una
parallela evoluzione nel campo della sicurezza alimentare. L’esempio
dell’hamburger spiega molto bene come i cambiamenti nella produzione rendano
garantire la salubrità degli alimenti molto impegnativo. La globalizzazione,
l’allevamento intensivo, l’aumento delle patologie emergenti, il terrorismo
sono solo alcuni degli esempi di come sia cambiato il panorama negli ultimi
anni. Per garantire la sicurezza degli alimenti gli incaricati del controllo
ufficiale raccomandano di utilizzare al meglio le nuove tecnologie
disponibili, di porre un’attenzione maggiore alla prevenzione, ma l’arma più
efficiente è sicuramente l’integrazione tra tutti i livelli del sistema
sanitario. Nel prossimo futuro i punti chiave per ridurre le MTA dovranno
essere sorveglianza e coordinazione.
Da:
Journal
of the American Medical Association - Vol. 294 No. 21
24 dicembre 2005
U.K. – A natale regala una capra
Invece
di spendere somme esagerate in regali inutili, molte persone hanno deciso di
comprare un animale da mandare a una famiglia povera in Africa.
Una forma di aiuto concreto che ha già conquistato
molti inglesi, convinti che sia una forma di aiuto più immediata
rispetto a dare semplicemente dei soldi. Claire Heffernan, coautrice di un
manuale di best practice per il quale ha studiato 85 progetti di
cooperazione, afferma che la strada è disseminata di progetti sbagliati o
gestiti male, eppure secondo lei il dono di piccoli animali zootecnici può
avere un impatto estremamente positivo se le cose sono fatte bene. Uno dei
compiti più importanti è scegliere a chi dare le capre, ricordandosi che
l’idea “occidentale” di quello che serve non corrisponde necessariamente a
quello che gli serve davvero. Poi c’è abbastanza cibo per gli animali? Può
essere garantito un sostegno a lungo termine? Una volta individuati, i
beneficiari sono poi divisi in piccoli gruppi per favorire la loro
formazione e l’aiuto reciproco. Le ONG operano secondo un modello di
trasmissione del dono: i primi due incroci della prima generazione devono
essere ceduti dall’agricoltore ad un’altra famiglia, dopo di che tutti i
nuovi nati sono suoi. Incrociando capre da latte con le capre locali, si
accresce la produzione lattea, ma l’alimentazione deve essere alquanto
proteica. La parte più difficile è convincere gli allevatori a destinare
parte del loro raccolto all’alimentazione delle capre. Ci vogliono circa 3
anni per raggiungere risultati soddisfacenti e si corre il rischio che gli
allevatori nel frattempo macellino le capre. Per questo alcune volte è stato
necessario donare del mais ai contadini disperati per evitare che si
mangiassero gli animali.
Da:
Internazionale -
www.internazionale.it
23 dicembre 2005
Africa - ...chi troppo poco...
Circa
12 milioni di africani soprattutto in Zimbawe e in Malawi hanno urgente
bisogno di aiuti alimentari. Secondo l’ultimo rapporto della FAO, in Zimbawe
mancano risorse di base come sementi, fertilizzanti e utensili per garantire
la sussistenza del paese. Analoga la situazione in Malawi, mentre vaste aree
del sud della Somalia sono state colpite da una grave siccità. In alcune
aree il 20% dei bambini è malnutrito a causa della conseguente carestia.
L’unica isola felice del continente sembra il Sudafrica, che ha avuto un
raccolto record di 12,4 milioni di tonnellate di mais, un terzo delle quali
sarà esportato, coprendo così le esigenze alimentari di gran parte della
regione.
Da:
Internazionale -
www.internazionale.it
22 dicembre 2005
USA - ...chi troppo...
Secondo
la rivista statunitense Discover, l’abbondanza può essere fatale. Nel mondo
ci sono 194 milioni di diabetici, il doppio rispetto a 25 anni fa: è il
risultato di una dieta troppo ricca e di una vita troppo comoda. Tra altri
25 anni, il numero è destinato a raddoppiare. I dati tengono conto solo dei
casi confermati di diabete, ma si pensa che i casi siano ben più numerosi.
Molte persone stanno sviluppando una resistenza all’insulina (sindrome prediabetica) e prima di essere diagnosticate la loro salute rischia di
essere gravemente compromessa. Ogni anno negli USA 40.000 diabetici hanno
malattie ai reni, 24.000 diventano ciechi, 82.000 subiscono amputazioni a
seguito di problemi vascolari. Contro il diabete l’ideale è la prevenzione:
mangiare sano e fare sport!
Da:
Internazionale -
www.internazionale.it
21 dicembre 2005
Australia – Casi di Listeriosi nosocomiale
Nel
South Australia è stato ordinato un ingente ritiro di alimenti, mentre
il governo cerca di identificare la causa di un’epidemia di Listeria
che ha ucciso due persone. Il ministro della salute John Hill ha disposto il
ritiro di un gran numero di prodotti a base di carne precotti della ditta
Conroy’s Smallgoods tra i quali prosciutto cotto, salsiccia e salame cotto,
in seguito al ritrovamento di Listeria sulla superficie delle
affettatrici e in diversi altri macchinari e locali dello stabilimento di
Adelaide. La Conroy’s è un’azienda familiare che impiega più di 100 persone
e da 50 anni produce circa 120 diversi prodotti a base di carne. La
Listeriosi è una malattia grave contratta in seguito al consumo di cibo
contaminato dal batterio Listeria moncytogenes. I prodotti che
necessitano di cottura prima di essere consumati, come bacon o il prosciutto
da arrostire, non sono stati ritirati, in quanto la cottura inattiva il
batterio. Tutti i prodotti della Conroy’s venivano forniti regolarmente al
Royal Adelaide Hospital, dove è morta una delle vittime, ed erano anche
disponibili in vendita al dettaglio in diversi negozi della città. Pat
Conroy, manager della Conroy's, ha dichiarato la piena intenzione
dell’azienda a collaborare nel ritiro della merce. Tutti e 4 i pazienti
colpiti da Listeriosi erano persone debilitate con il sistema immunitario
compromesso. I due morti, uno di 52 anni l’altro di 70 erano malati
rispettivamente di diabete e di cancro. Gli altri 2 altri pazienti colpiti
sono sotto cura antibiotica e sono in via di guarigione. Il Dipartimento di
Salute Pubblica ha avvisato che le persone a rischio (donne gravide e
persone immunocompromesse) non dovrebbero consumare prodotti a base di
carne, patè, pollo o pesce già pronti. Ulteriori test hanno confermato la
presenza di Listeria in due prodotti della Conroy’s, carne in scatola e
prosciutto arrosto pronto al consumo, appartenente allo stesso ceppo di
quella che ha colpito il paziente morto al Royal Adelaide Hospital. Il
CSIRO (Centro di ricerca scientifica
australiano) è stato incaricato di valutare come il dipartimento di salute
pubblica ha gestito l’epidemia e come viene gestito il catering all’interno
del Royal Adelaide. La Listeria è un germe ubiquitario molto diffuso
nell'ambiente e alcuni esperti pensano che sia molto difficile raggiungere
lo standard di assenza di Listeria negli alimenti richiesto in Australia.
Alla luce di questo propongono di cambiare i menù degli ospedali e di non
fornire a pazienti a rischio alimenti pronti al consumo freddi.
Da:
www.foodsafetynetwork.ca
20 dicembre 2005
BfR - Norme igieniche per la preparazione di infusi
Durante
la stagione fredda è molto piacevole bersi un the o un infuso di erbe.
L’istituto tedesco per la valutazione del rischio (BfR)
fornisce importanti regole da seguire durante la preparazione di infusi. La
cosa più importante è far bollire l’acqua per qualche tempo prima di
aggiungerla al the, inoltre il tempo di infusione minimo deve essere almeno
5 minuti.
Perché?
In alcuni casi batteri o muffe potrebbero
essere presenti nei prodotti di origine vegetale. Talvolta potrebbero essere
presenti germi patogeni come salmonella. Le temperature elevate raggiunte
dall’ebollizione danno la garanzia di uccidere i germi pericolosi. Non
bisognerebbe mai preparare il the o l’infuso con acqua tiepida. In alcuni
casi infusi preparati non correttamente potrebbero rappresentare un rischio
per la salute, soprattutto per bambini piccoli o persone debilitate. Queste
regole vanno applicate sia ai preparati già in busta sia a quelli
caratterizzati da foglie sfuse. Inoltre l’infuso non dovrebbe essere
lasciato a temperatura ambiente per diverse ore. L’acqua bollente non uccide
le spore, che potrebbero germinare se il the non viene consumato subito.
Secondo il BfR l’acqua ottenuta da alcuni distributori di acqua calda non è
adatta per preparare infusi, in quanto di solito è a 80-85°C, temperatura
non sufficiente per inattivare eventuali patogeni con completa sicurezza.
Da:
Federal
Institute for Risk Assessment
19 dicembre 2005
USA
– E. coli O157:H7 nel latte crudo
Nel maggio 1943 Edsel Bryant
Ford, figlio del magnate dell’automobile Henry Ford, morì all’età di 49
anni, probabilmente per una tossinfezione alimentare dovuta al consumo di
latte crudo, munto dalle vacche del ranch di famiglia.
In questi giorni a Woodland,
Washington (USA) diverse persone, perlopiù bambini, sono stati colpiti da E.
coli O157:H7, probabilmente per aver bevuto del latte non pastorizzato
prodotto da una fattoria locale. I casi confermati sono finora 17, inclusi 2
bambini ancora in condizioni critiche, e tutti riportano di aver consumato
latte crudo comprato dalla stessa fattoria. Le autorità sanitarie si sono
fatti fornire dall’azienda l’elenco dei clienti e stanno contattando le
famiglie avvertendo di non bere assolutamente il latte comprato.
Anche se molte persone sono
convinte che il latte crudo sia più buono e più sano, che sia più ricco di
enzimi e proprietà nutritive che aiutano ad assorbire il calcio, non ci sono
dati scientifici che lo provino. Le uniche cose che il latte pastorizzato
perde rispetto al latte crudo sono i batteri che potrebbero far ammalare
seriamente i consumatori, soprattutto se si tratta di bambini.
Come dimostra il caso
“storico” di Edsel Ford, non è la prima volta che consumare latte crudo
provoca problemi. Recentemente il Dipartimento di Igiene dell’Arizona ha
sequestrato del latte non pastorizzato contaminato da Salmonella, venduto in
diversi negozi biologici dell’area di Tucson. Qualche mese fa a Barrie,
Ontario (Canada) 4 persone si sono infettate con di E. coli, dopo aver
consumato del latte crudo comprato da un venditore ambulante. Nel 2004
sempre nello stato di Washington un’epidemia di E. coli ha colpito tre
persone che avevano bevuto latte crudo venduto senza autorizzazione
sanitaria e nel 2003 si sono registrati 3 casi simili nella contea di
Whatcom e 8 in quella di Skagit. Lo Stato di New York ha consigliato di non
consumare il formaggio messicano non pastorizzato dopo che dal 2001 al 2004
sono stati identificati 35 casi (1 dei quali, un bambino, è morto) di
tubercolosi, provocata da Mycobacterium bovis presente in quel tipo di
formaggio. Nel 2004 un caseificio dell’area di Edmonton (Canada) ha dovuto
chiudere l’attività dopo che il consumo di un suo formaggio non pastorizzato
ha provocato 11 casi di E.coli O157:H7, inculsa una bambina di due anni che
ha sviluppato la sindrome uremico-emolitica, una grave complicazione
dell’infezione da E.coli.
Da:
www.foodsafetynetwork.ca
18 dicembre 2005
Norvegia - Le orche sono i mammiferi più contaminati
Le
orche marine sono i mammiferi più contaminati da inquinanti chimici
rilasciati nell’ambiente dall’uomo. Ricercatori dell’Istituto polare
norvegese hanno rilevato nel loro tessuto adiposo un’alta concentrazione
pesticidi, agenti chimici ritardanti di fiamma e PCB. Gli scienziati
lanciano l'allarme sostenendo che le orche hanno raggiunto gli orsi polari
nella triste classifica degli animali più intossicati dall'inquinamento. Le
orche marine (Orcinus orca) prediligono i pesci grassi come le
aringhe, che sono tra i pesci più contaminati dei mari norvegesi, proprio
perché questi inquinanti tendono ad accumularsi nel tessuto adiposo. I
risultati della ricerca destano non lasciano tranquilli, perché gli animali
più esposti a questo tipo di inquinamento sono quelli all’apice della catena
alimentare, tra i quali si inserisce perfettamente anche l’uomo. Gli alti livelli di ritardanti di fiamma al bromo
riscontrati, sono alquanto preoccupanti, perché questi prodotti, simili ai
PCB, sono ancora legali e ci si aspetta che la loro concentrazione
nell’ambiente aumenti nel prossimo futuro.
Per questo i
ricercatori, chiedono un urgente intervento dell'Unione Europea per
rafforzare la legislazione ambientale in tal senso.
Da: Istituto
Polare Norvegese -
http://npiweb.npolar.no/
13 dicembre 2005
UK -
Medici e veterinari: un'unica medicina?
Un'edizione
congiunta di The Veterinary Record e The British Medical Journal
esplora le connessioni tra salute umana e animale. La paura dell'influenza
aviare ha fatto emergere l'interdipendenza tra salute umana e veterinaria e
la necessità di collaborazione tra medici e veterinari. Le due riviste
scientifiche The Veterinary Record e The British Medical Journal
(BMJ) hanno cercato di esplorare quale sia la collaborazione tra medici e
veterinari in questa e in alte aree mediche.Il numero di questa settimana di
BMJ e il numero mensile di The Veterinary Record sono complementari e
contengono numerosi articoli sulla salute umana e animale. Esaminano i
legami tra professione medica e veterinaria ed esplorano come medici e
veterinari possano imparare reciprocamente. I siti web delle due riviste (www.bmj.com
e
www.bvapublications.com ) riportano il link all'edizione congiunta e
tutti gli articoli sono disponibili liberamente online. In particolare, gli
articoli di The Veterinary Record considerano la minaccia delle
malattie infettive nuove ed emergenti e le misure intraprese per
l'identificazione e la prevenzione di tali malattie.
Da:
vet.journal
12 dicembre 2005
EFSA – L'ITX non è genotossico
Il
Comitato scientifico dell’Efsa sugli additivi alimentari, sostanze
aromatizzanti e materiali che vengono a contatto con il cibo (AFC) ha
adottato una posizione sui possibili rischi per la salute correlati al ITX.
A conferma del primo comunicato, il Comitato AFC ha stabilito che l’ITX non
è genotossico. Efsa riporta che la sua presenza negli alimenti, anche se
indesiderabile, ai livelli riscontrati non comporta rischi. Il lavoro del
Comitato è focalizzato sulla valutazione della possibile esposizione a
questa sostanza così come al suo potenziale genotossico. Nell’effettuare
questa valutazione, il Comitato ha fatto riferimento in primo luogo ai dati
disponibili sui livelli di ITX riscontrati negli alimenti conservati in
cartoni stampati con inchiostro contenente questa sostanza. Gli alimenti
analizzati in questi studi comprendono 4 tipi di prodotti derivati dal
latte, che includono le formule per l’infanzia, bevande di latte e soia così
come succhi di frutta e polpa di frutta e altri. Sembra che la composizione
stessa dell’alimento influenzi il livello di ITX riscontrato. Secondo quanto
riportato, i livelli di ITX sono più elevati negli alimenti contenenti più
grassi rispetto a quelli meno ricchi di tali sostanze. I livelli più elevati
sono stati trovati nei prodotti a base di latte seguiti dai prodotti più
concentrati come succhi d’arancia e di pomodoro (dovuto a presenza di
polpa). ITX non è stato riscontrato nei succhi di frutta diluiti come il
succo di mela e nemmeno nell’acqua minerale. Anche le dimensioni della
confezione possono essere considerate un fattore importante in quanto i
livelli di ITX nei piccoli cartoni risultano normalmente più elevati
rispetto a quelli di maggiori dimensioni. Il Comitato ha posto una speciale
attenzione alla esposizione di neonati e prima infanzia. Infatti i bambini
che non vengono allattati esclusivamente al seno possono essere nutriti con
queste formule di pronto impiego confezionati in cartoni. Un numero elevato
di bevande consumate dai bambini si trovano confezionate in cartoni, in
particolare i prodotti a base di latte ed i succhi di frutta in piccole
confezioni. La potenziale esposizione dovuta alla dieta nei bambini potrebbe
essere più elevata rispetto agli adulti. A seguito di studi già disponibili
sulla genotossicità, che confermano l’assenza di genotossicità negli
animali, il Comitato conclude che i risultati emersi non indicano per l’ITX
un potenziale genotossico. L’Efsa dichiara che i livelli riscontrati di ITX
non danno adito a timori per la salute. Non sono tuttavia ancora disponibili
dati su altri aspetti. Se dovesse continuare la contaminazione degli
alimenti, il Comitato potrebbe dare avvio ad ulteriori studi qualora
necessario. In seguito alla richiesta della Commissione Europea, l’Efsa si è
espressa in maniera analoga anche su un’altra sostanza utilizzata nella
stampa, l’ethylhexyldimetithylaminobenzoato (EHDAB). Questa sostanza è stata
riscontrata in prodotti liquidi confezionati in cartoni quali il latte, ma a
livelli più bassi. Il Comitato ritiene che il riscontro di EHDAB negli
alimenti non avrebbe rilevanza per la salute.
Da:
ANMVIOGGI
25 novembre 2005
UK – FSA: genitori non preoccupatevi per l’ITX
La
Food Standards Agency (FSA), l’agenzia per la sicurezza alimentare del Regno
Unito, ha comunicato che il componente ITX (Isopropylthioxanthone)
potrebbe essere presente a livelli molto bassi in alcuni prodotti (latte)
per l’infanzia, Nutricia e SMA. Secondo l’EFSA,
l’Autorità europea per la sicurezza alimentare,
le concentrazioni
di ITX nel latte non sono un rischio per la salute. Su questa base la FSA
ha dichiarato che i genitori non devono cambiare l’alimentazione dei propri
bambini. Sembra che il colorante ITX fosse presente sulla superficie interna
dei pacchetti di tetrapak prima che fossero riempiti. Il produttore delle
confezioni (Tetra
Pak) ha smesso di usare l’ITX. E’ probabile che anche altri tipi di
prodotti conservati in tetrapak possano risultare contaminati da ITX, ma l’EFSA
ritiene che i consumatori possano stare tranquilli, senza prendere
particolari misure precauzionali.
Da: Food
Standards Agency -
www.food.gov.uk
16 novembre 2005
Galles (UK) – Un’altra scuola chiusa per E. coli.
E'
stata chiusa in
Galles un’altra scuola in seguito al riscontro di ulteriori casi di
Escherichia coli. Finora sono stati identificati 171 casi, soprattutto
giovani studenti, in 42 scuole.
Notizia correlata:
24 ottobre 2005
-
Galles (UK): sale a 157 il numero casi di tossinfezione da E. coli O157.
Da:
Daily Post (North Wales)
16 novembre 2005
USA – L’USDA studia come ridurre i patogeni nei polli
Una
classe di proteine di origine batterica, le batteriocine, potrebbero essere
usate per ridurre Campylobacter e altri patogeni nell’intestino dei
polli e di conseguenza rendere le loro produzioni più sicure per il consumo
umano. La ricerca è stata condotta da Norman Stern, Greg Siragusa (foto) e
Eric Line dell’ARS (Servizio di Ricerche Agricole del dipartimento di
agricoltura delgli Stati Uniti) in collaborazione con Edward Svetoch, del
centro per la microbiologia applicata di Obolensk, Russia. Stern e colleghi
hanno identificato due batteri in particolare, Bacillus circulans e
Paenibacillus polymyxa, con spiccata attività anti-campylobacter.
Inoltre si sta mettendo a punto la produzione di batteriocine in
laboratorio, che potrebbero essere usate come alternative agli antibiotici.
Da:
Agricultural Research Service -
www.ars.usda.gov
16 novembre 2005
Australia – quando
il cibo diventa fosforescente
L’Autorità
per la Sicurezza Alimentare del New South Wales, Australia, ha rassicurato i
cittadini a proposito di numerose segnalazioni di braciole di maiale
fosforescenti. Non si tratta come sosteneva qualcuno di cibo irradiato,
pratica non consentita in Australia, ma di un particolare microrganismo,
Pseudomonas fluorescens, che può trovarsi normalmente in piccole
quantità su carne e pesce e che è in grado di produrre sostanze
fosforescenti. Non è un batterio patogeno e non provoca intossicazione
alimentare, si consiglia comunque di non consumare il cibo fosforescente
perchè lo sviluppo di Pseudomonas fluorescens in quantità tali da
creare fosforescenza indica comunque un cattivo stato di conservazione degli
alimenti. Meglio resistere alla tentazione di risparmiare sulla lampadina
del proprio frigorifero e disfarsi di carne o pesce se diventano
fosforescenti.
Da:
NSW Food Authority -
www.foodauthority.nsw.gov.au
14 novembre 2005
Norvegia – Epidemia di
Salmonella
Typhimurium DT104 associata al consumo di carne bovina tritata
Il
3 novembre 2005 sono stati notificati all’Istituto Norvegese di Salute
Pubblica 4 casi di Salmonella Typhimurium DT104 multiresistente, con
identici profili MLVA e lo stesso pattern di antibotico-resistenza. 3 dei 4
pazienti sono s stati intervistati per chiarire le modalità di infezione. La
comparsa dei sintomi è avvenuta tra il 2 settembre e il 2 ottobre, nessuno
dei 3 pazienti era stato recentemente fuori dalla Norvegia e tutti avevano
consumato carne tritata, assaggiandola cruda durante la preparazione. Si
trattava di carne cruda congelata comprata dalla stessa catena di
supermercati. L’8 novembre è stato segnalato un’altro caso di S. Typhimurium
con identico profilo, anche in questo caso il paziente aveva consumato lo
stesso tipo di carne. Dopo la diffusione dei dati attraverso i sistemi
Enter-net e ERWS, anche la Danimarca ha segnalato un caso identico di S.
Typhimurium DT104, in un paziente recentemente tornato dalla Polonia. Altri
paesi hanno notificato casi di S. Typhimurium DT104, ma trattandosi di un
patogeno abbastanza diffuso è necessario svolgere ulteriori indagini per
sapere se sono correlati alla stessa epidemia. L’investigazione
epidemiologica ha indicato che la carne bovina coinvolta era stata importata
dalla Polonia nel giugno 2005. Il lotto è stato diviso in 3 parti. Una parte
inviata al rivenditore 1, che in seguito ad un campionamento di routine ha
trovato S. Typhimurium DT104 e non ha commercializzato la carne. La seconda
parte è stata fornita al rivenditore 2 che ha prodotto carne tritata,
distribuita in pacchi da 400 grammi attraverso la catena di supermercati A.
La terza parte è stata congelata e immagazzinata dall’importatore, le
analisi su questa carne hanno confermato la presenza di Salmonella Typhimurium DT104. Un’altro campionamento da uno dei pacchetti
commercializzati ancora presente nel freezer di uno dei casi ha dato esito
positivo. Tutta la carne è stata ritirata dal commercio il 5 novembre ed è
stato trasmesso un annuncio attraverso i mezzi di comunicazione per avvisare
i cittadini di non consumare la carne eventualmente già acquistata. Anche
se sono stati notificati solo 4 casi in Norvegia, vista la distribuzione su
scala nazionale della carne e la lunga vita commerciale del prodotto, è
probabile che molte altre persone siano state esposte, ma che la cottura
della carne abbia annullato il rischio di contagiarsi. In Norvegia vengono
segnalati 1500-2000 casi di Salmonella ogni e il 75-80% sono infezioni
acquisite all’estero. Il Programma Nazionale di Controllo della Salmonella
ha documentato che gli animali zootecnici norvegesi e le loro produzioni
sono praticamente assenti da Salmonella. La Norvegia richiede ai paesi
Comunitari di certificare che tutti i prodotti a base di carne o uova siano
stati testati per la presenza di Salmonella. La carne proveniente dalla
Polonia possedeva la documentazione in regola. L’utilizzo del metodo MLVA
per caratterizzare le Salmonelle si è dimostrato molto utile per
l’investigazione è ha sottolineato l’importanza della caratterizzazione
genetica degli isolati umani o alimentari per identificare possibili
clusters.
Da:
Eurosurveillance -
www.eurosurveillance.org
14 novembre 2005
UE – Aggiornamento sull’epidemia di Salmonella Goldcoast
Da ottobre 2005 fino ad oggi sono 178 i casi di Salmonella
Goldcoast notificati in tutta Europa. Il 41% dei casi (73) è avvenuto in
pazienti che hanno viaggiato di recente nell’isola spagnola di Mallorca.
I
dati epidemiologici provvisori sugli isolati di Inghilterra e Galles
indicano che sono state colpite tutte le fasce di età, con un’alta
percentuale (50%) nei bambini tra 0 e 4 anni di età. Tra i 94 casi segnalati
in Inghilterra e Galles, 34 (36%) avevano
viaggiato all’estero e in particolare 18 erano stati a Mallorca.
Tabella riassuntiva
dei casi notificati finora negli stati europei coinvolti:
|
Stato di notifica |
Tot. Casi |
Visitato Mallorca |
|
Inghilterra e Galles |
94 |
18 |
|
Scozia |
37 |
28 |
|
Norvegia |
8 |
4 |
|
Irlanda |
6 |
6 |
|
Germania |
20 |
6 |
|
Danimarca |
3 |
1 |
|
Finlandia |
4 |
4 |
Notizia correlata:
28 ottobre 2005:
Mallorca – 32 turisti colpiti da
Salmonella Goldcoast
Da: Eurosurveillance
-
www.eurosurveillance.org
11 novembre 2005
UE
–
Via
libera della Commissione Europea che ha concesso l'importazione, la
trasformazione e l'utilizzo, esclusivamente per l'alimentazione animale, del
mais 1507. La possibilità che possa diventare un alimento anche per l'uomo,
infatti, è ancora in fase di studio. Il mais 1507 è stato modificato allo
scopo di renderlo resistente ai parassiti e la decisione della Commissione,
che risponde a una richiesta inoltrata dalla società Pioneer/Mycogen Seeds,
avrà validità per i prossimi dieci anni. È quanto emerge da una nota emanata
il 3 novembre scorso dalla Commissione europea, che garantisce la totale
sicurezza del prodotto per la salute dell'uomo, degli animali e
dell'ambiente. Per ogni prodotto, infatti, la Ue domanda agli stati membri
di formulare una richiesta e, in caso di disaccordo tra gli stati, la
decisione ricade in via definitiva sulla figura garante dell'Autorità
europea di sicurezza degli alimenti. E, in questo caso, dopo un'attenta
valutazione dei rischi, l'Autorità ha definito il mais 1507 sicuro al pari
di quello tradizionale, autorizzando, di conseguenza, la sua circolazione
sul mercato. Dopo l'entrata in vigore della direttiva europea 2001/18/Ce, il
nuovo ogm è il quarto prodotto (dopo il mais NK603 del 19 luglio 2004, il
mais MON 863 dell'8 agosto 2005 e il colza GT73 del 31 agosto 2005) vagliato
e autorizzato a circolare sul mercato dalla Commissione. Il prodotto sarà
sottoposto ai recenti regolamenti europei sulle derrate alimentari e sugli
alimenti per animali geneticamente modificati, in vigore dall'aprile 2004.
Da quando sarà messo sul mercato, infatti, dovrà essere chiaramente
etichettato come prodotto che contiene mais geneticamente modificato, mentre
la sorveglianza successiva alla fase di commercializzazione sarà assicurata
dalla figura dell'identificatore unico che sarà assegnato al mais.
Da:
AnmviOggi
4 novembre 2005
Danimarca – La storia delle popolazioni marine attraverso lo studio dei menu
I
ricercatori del progetto COML History of
Marine Animal Populations hanno esaminato i menu dei ristoranti degli ultimi
150 anni di alcune città statunitensi tra cui New York, Boston e San
Francisco. Il loro scopo era capire se la pesca ha influenzato la dinamica
delle popolazioni marine. E’ emerso che le aragoste sono state apprezzate solo
dal Novecento quando sono diventate sempre più rare e di conseguenza care,
mentre prima venivano considerate un piatto dozzinale, tanto che
nell’America coloniale i servi si lamentavano di dover mangiare aragosta più
di due volte a settimana. L’orecchia di mare (Haliotis tubercolata)
era molto economica e apprezzata nella prima metà del novecento, ma
l’eccessivo sfruttamento ne ha causato la scomparsa dalle acque californiane
e ora il mollusco è importato e servito a prezzi proibitivi: fino a 70
dollari a piatto. I prezzi delle ostriche sono rimasti stabili per 100 anni
per poi crescere al doppio del tasso di inflazione dal 1950 in poi. Altre
ricerche afferenti allo stesso progetto hanno messo in evidenza come la
pesca eccessiva fosse un problema fin dal Medioevo, come i merluzzi siano
diminuiti in numero e taglia dopo il 1870 e come tra il 1000 e 1500 ci
fu un declino delle popolazioni di pesce nel Mare del Nord, certamente
dovuto alla pesca, ma come questo fu temporaneo. Anche le specie più pescate
come aringa e merluzzo dimostrarono una notevole capacità di recupero,
studiata attentamente dai ricercatori nella speranza che l’evento possa
essere ripetuto in zone altamente sfruttate come il golfo del Maine o le
coste della Terranova. Gli antichi romani causarono una diminuzione dei
pesci del Mediterraneo, in seguito alla loro passione per i prodotti della
pesca, la quale stimolò una fiorente industria di salagione, affumicatura e
essiccatura che si estese in tutto l’impero fino al Mar Nero.
Da: Census of Marine
Life - www.coml.org
3 novembre 2005
USA – dove ho mangiato quella roba?
Istintivamente,
quando ci viene il mal di pancia, siamo portati a incolpare l’ultimo luogo
dove abbiamo mangiato, soprattutto se siamo stati in un ristorante. Non
sempre è così semplice, anzi spesso confermare la causa di una tossinfezione
alimentare è difficilissimo, soprattutto se i casi sono troppo pochi per
effettuare un’analisi epidemiologica. La maggior parte delle persone non va
dal medico per una gastro-enterite e quando lo fa anche se viene isolato l’agente
causale, non si può dire da quale alimento
provenisse,
solo con l'esame di laboratorio. I microrganismi che contaminano gli alimenti hanno tempi di
incubazione molto variabili che vanno dalle poche ore fino alle settimane. “Se un paziente ti chiama dicendo che dopo aver cenato al ristorante ed
essere tornato a casa alle 9 ha iniziato a soffrire di diarrea, vomito,
crampi e febbre, non considero di certo il ristorante come l'unico
sospettato” dice Lawrence Pong, direttore del Dipartimento di Igiene di San
Francisco. Si è visto che se si forniscono informazioni chiare e corrette
sulle cause e sul decorso delle patologie alimentari, i consumatori colpiti
mostrano una maggiore cautela nell’attribuire la responsabilità e sono più
consapevoli di quello che i ristoratori fanno e dovrebbero fare.
Da: San Francisco Chronicle -
www.sfgate.com
28 ottobre 2005
Mallorca – 32 turisti colpiti da Salmonella Goldcoast
Al
27 ottobre sono stati segnalati a Enter-net (il network europeo di
sorveglianza della Salmonella) 32 casi di gastroenterite provocata da
Salmonella Goldcoast. Si tratta di turisti internazionali, di cui 24
scozzesi, 2 irlandesi, 3 svedesi, 2 danesi e 1 norvegese. Il laboratorio
della Health Protection Agency (Galles e Inghilterra) ha segnalato 68 casi
di S. Goldcoast tra l’1 e il 25 ottobre, un incremento considerevole
rispetto ai 3 casi segnalati nello stesso periodo del 2004. La maggioranza
di questi casi aveva vistitato l’isola spagnola di Mallorca nelle Baleari.
Solo 5 persone hanno sofferto i sintomi sull’isola, per la maggior parte dei
casi l’insorgenza è stata da 1 a 10 giorni dopo il rientro in patria. L’Institudo
de Salud Carlos III ha rilevato 8 casi di S. Goldcoast in Spagna tra Gennaio
e Agosto 2005, ma nessuno di questi nelle isole Baleari. Finora le
informazioni epidemiologiche sulla fonte della tossinfezione sono limitate.
Il gruppo di epidemiologi che sta conducendo l’investigazione prega chi
possa avere informazioni aggiuntive di mettersi in contatto con:
Coordinamento Scozia - Alison Smith-Palmer (Alison.SmithPalmer@hps.scot.nhs.uk);
Coordinamento Spagna - Gloria Hernandez Pezzi (ghpezzi@isciii.es)
e Pilar Soler Crespo (psoler@isciii.es);
Coordinamento Enter-net -
Enter-net@hpa.org.uk
.
Da: Eurosurveillance
-
www.eurosurveillance.org
26 ottobre 2005
Trichinellosi da consumo di carne di cavallo

Alcune persone, componenti di tre nuclei
familiari residenti nel mantovano, sono finite all'ospedale per aver
mangiato carne cruda di cavallo infestata da trichinella,
un parassita che non si trasmette da uomo a uomo, e' curabile, ma che
determina una sintomatologia alquanto debilitante. L'infestazione risale ad
alcuni giorni fa. Una donna e' ancora ricoverata. La trichinellosi e' una
malattia che negli ultimi decenni si e' presentata pochissime volte in
Italia (nel mantovano l'ultimo caso risale a 12 anni fa) e la causa e'
sempre stata riconosciuta nel consumo di carne equina cruda o poco cotta. I
sintomi che hanno accusato i mantovani dopo aver mangiato la carne sono
stati vomito, diarrea e dolori addominali e poi febbre alta, accompagnata
poi da gonfiore del volto e delle palpebre e dolori muscolari e cefalea
intensi. Tutti sono stati ricoverati nel reparto malattie infettive
dell'ospedale Carlo Poma di Mantova e, dopo le cure del caso, dimessi,
tranne una donna che si trova ancora in osservazione. (ANSA).
Da: ANMVI OGGI: - www.anmvi.it/
25 ottobre 2005
OMS:
Sono
5 milioni all'anno i bambini vittime dell'inquinamento chimico
Pubblichiamo
alcuni passi dell'intervista a Roberto Bertolini, Direttore Salute ed
Ambiente di OMS Europa, uno dei maggiori esperti internazionali sul legame
tra esposizione ad inquinanti ambientali e salute umana. L'intero articolo
sarà pubblicato sul prossimo numero di PANDA, la rivista dei soci WWF.
"Fino al 40% del peso globale delle malattie attribuibili a fattori
ambientali si ritiene che ricada sui bambini sotto i cinque anni. In quanto
organismi in via di sviluppo, i bambini sono particolarmente vulnerabili
all'impatto dell'inquinamento ambientale. Ciò dipende da una serie di
motivi: un'esposizione precoce ha effetti a lungo termine. I bambini sono
esposti a sostanze nell'ambiente diretto (pavimento, giocattoli) per il
tipico comportamento "mani in bocca"; respirano, bevono e mangiano più degli
adulti rispetto alla loro massa corporea, ingerendo in maggior misura
sostanze potenzialmente tossiche.
"Per quanto riguarda l'OMS, la prevenzione delle malattie provocate da
sostanze chimiche è una delle priorità regionali che i ministri della salute
e dell'ambiente si sono impegnati ad affrontare a Budapest nel 2004 per
ridurre il peso di mortalità e malattia che colpisce i bambini europei,
insieme a acqua ed igiene, traumatismi ed inquinamento dell'aria"
"La campagna DeTox/Svelenàti del WWF informa in modo semplice la popolazione
dei rischi derivanti dalle sostanze chimiche e fornisce alcuni suggerimenti
pratici di prevenzione. Incoraggiare il cittadino ad agire direttamente per
il proprio benessere e responsabilizzarlo per la salute pubblica è inoltre
uno stimolo al dialogo con le autorità politiche affinché siano ancor più
motivate a varare misure per proteggere la salute umana dalle sostanze
chimiche".
Da: Salute Europa -
www.saluteeuropa.it
24 ottobre 2005
Galles (UK): sale a 157 il numero casi di tossinfezione da E. coli O157.
La
tossinfezione, che ha interessato 157 persone, delle quali 102 bambini in
età scolare e 55 adulti, è stata probabilmente causata da carni cotte
fornite dalla ditta John Tudor & Son che rifornisce scuole e amministrazioni
pubbliche nel Galles del sud. Numerose sono state le ospedalizzazioni ed un
bambino di 5 anni ha perso la vita. Sono stati segnalati casi riconducibili
all’infezione (diarrea emorragica o isolamento del batterio nelle feci) in
oltre 40 scuole. La distribuzione dei soggetti colpiti: un basso numero di
casi in un numero elevato di scuole, potrebbe indicare la presenza di un
alimento contaminato con basse quantità di E.coli distribuito a numerose
scuole piuttosto che un problema occorso presso la cucina di una singola
scuola, a cui è seguita una diffusione da persona a persona.
In
97 casi è stato possibile, mediante esami di
laboratorio sulle feci, isolare Escherichia coli VTEC O157, tutti
appartenenti al fagotipo PT 21/28 produttori di verocitotossina 2, tranne
che in un caso in cui il fagotipo è risultato essere PT 32 sempre produttore
di verocitotossina 2. Gli stessi ceppi di E. coli sono stati isolati da 3
campioni di carni cotte affettate prelevati presso le cucine delle scuole;
su 2 di questi è stato possibile evidenziare, mediante la tecnica pulsed
field gel electrophoresis (PGFE), una corrispondenza totale con quelli
ottenuti dagli isolamenti effettuati sui pazienti. Sul terzo campione le
ricerche non sono ancora concluse. Visualizza la
curva epidemica.
Da
Eurosurveillance -
www.eurosurveillance.org
11 ottobre 2005
Similitudini tra
virus dell'influenza aviare e della spagnola

Due studi
congiunti pubblicati da due principali riviste scientifiche mondiali,
Nature e Science, hanno
riportato dati interessanti sul virus
dell'influenza aviaria.
I ricercatori,
dopo aver
ricostruito
l'intero genoma del virus dell'influenza spagnola (H1N1) e, dopo averlo
riassemblato in laboratorio, lo hanno confrontato con il virus
dell'influenza aviaria H5N1 attualmente in circolazione.
Alcune mutazioni genetiche del virus H1N1 responsabile della Spagnola
sarebbero state osservate anche nel virus H5N1 dell'influenza aviare. Il
virus che causò l'epidemia di spagnola nel 1918 era, come già
ipotizzato, un virus aviario; è probabile però che il virus riuscì ad
adattarsi all'uomo senza ricombinarsi prima con un virus umano. L'attuale
virus dell'influenza aviare starebbe assumendo caratteristiche biologiche
simili a quello della spagnola, la pandemia influenzale che tra il 1918 e il
1919 fece circa 50 milioni di vittime in tutto il mondo.
Va però
anche ricordato che l'altissima mortalità' della pandemia di spagnola era in
gran parte dovuta a complicanze batteriche, come le polmoniti
stafilococciche, allora impossibili da curare perchè non esistevano ancora
gli antibiotici.
Da vet journal:
www.evsrl.it/vet.journal
11 ottobre 2005
Un
nuovo patogeno alimentare:Laribacter
hongkongensis causa gastroenterite alimentare in seguito al consumo di
pesce d'acqua dolce
Un
nuovo patogeno alimentare è stato identificato in Cina nei pesci d'acqua
dolce. La prima
segnalazione di Laribacter hongkongensis è stata
effettuata dopo l’isolamento del patogeno da un paziente cinese di 54 anni
affetto da cirrosi.
Ulteriori isolamenti sono stati effettuati sia ad Hong Kong sia in Svizzera
da pazienti affetti da gastroenterite di origine alimentare. Gli studi
conseguenti a tali isolamenti
hanno permesso di stabilire che Laribacter hongkongensis è un
patogeno associato alla comparsa di gastroenterite alimentare e alla
cosiddetta “diarrea del viaggiatore”.
L’isolamento del patogeno da pazienti
residenti o recatisi di recente in Asia, Europa, America e Africa fa
presupporre una distribuzione dello stesso su scala mondiale.
A Hong Kong un
importante studio epidemiologico ha analizzato la diffusione del patogeno in
suini, bovini, polli, anatre, oche, pesci d’acqua dolce e marina;
la presenza di Laribacter hongkongensis è stata confermata unicamente
nei pesci di acqua dolce con prevalenze che andavano dal 24 al 60 % per le
differenti specie. In particolare, è stato isolato nella carpa erbivora e
nella carpa testa grossa.
Le modalità con le quali il pesce viene
preparato e consumato nel sud della Cina spiegano il motivo dell’insorgenza
di tali manifestazioni gastroenteriche da Laribacter hongkongensis.
In tale regione è infatti diffusa l’usanza di cuocere a vapore per
pochissimi minuti il pesce fresco appena preparato. L’assunzione di parti di
carne del pesce contaminate dal contenuto intestinale è alla base
dell’evento infettivo ascrivibile al patogeno in questione.
Importanti per la
prevenzione delle infezioni associate a Laribacter hongkongensis sono
una attenta manipolazione del pesce, una cottura appropriata e la
prevenzione della contaminazione crociata durante le varie fasi di
produzione.
Da vet journal:
www.evsrl.it/vet.journal
10 ottobre 2005
Escherichia coli O157: 115 persone colpite in Galles (UK) a seguito del
consumo di carni cotte.

La Food Standard
Agency discuterà in un dibattito pubblico, al fine di trarne insegnamenti
per prevenire altre evenienze di questo tipo, i risultati dell’indagine
sulla tossinfezione alimentare causata da Escherichia coli O 157, che ha
coinvolto un gran numero di famiglie nel Galles (UK). La tossinfezione,
interessando oltre 115 persone (con 25 ospedalizzazioni), in gran parte
bambini delle scuole e loro familiari, è stata causata da carni cotte
fornite dalla ditta John Tudor & Son che rifornisce scuole e amministrazioni
pubbliche nel Galles del sud. Difficoltà sono state riscontrate nel richiamo
dal mercato delle carni potenzialmente infette: la ditta ha infatti fornito
un primo elenco di clienti alle autorità locali che è risultato essere
incompleto. La food Standard Agency ha pertanto sollecitato le autorità
locali ad intervenire presso tutte le scuole ma anche le piccole e medie
attività di ristorazione, spacci di vendita, gastronomie e pub per
verificare l’eventuale presenza ed il ritiro dall'’impiego o dalla vendita
di prodotti quali carni cotte di tacchino, agnello e prosciutti, sia interi
che affettati, forniti dalla ditta John Tudor & Son. Alla
data del 26 settembre erano già state identificate oltre 600 imprese che
avevano ricevuto prodotti potenzialmente contaminati e presso le quali è
stato verificato l’avvenuto ritiro dal mercato. Ulteriori indagini sono in
corso per individuare con maggiore precisione le cause della contaminazione
alla base dell'’episodio tossinfettivo su cui ha aperto un' inchiesta anche
l’assemblea del Ministero della Salute del Galles.
Da Food safety network:-
archives.foodsafetynetwork.ca
10 ottobre 2005
Gli scienziati ed il virus dei numeri

Lo studioso tedesco Gerd Gigerenzer
dell'Istituto Max Planck di Berlino nel suo libro, mette in luce come
alcuni dati numerici possano rappresentare un"inganno" per il lettore; nel
nostro caso le previsioni delle vittime di una eventuale pandemia di
influenza aviaria non suonano necessariamente ingannevoli, ma incutono
paura. Negli Stati Uniti è stato stimato, tenendo conto dei dati delle
due grandi epidemie influenzali (l'influenza del 1958 e la spagnola del
1918), che su una popolazione complessiva che supera i duecento milioni,
i malati potrebbero raggiungere i 90 milioni, di questi i morti
oscillerebbero da 210.000 a quasi 2 milioni.
Il sociologo britannico Frank
Furedi fa notare come stime a forbice così ampia possano creare
una "cultura della paura", che non risulta essere la semplice
percezione del rischio, ma una retorica dello stato di panico in cui un
eccessivo timore induce, in una comunità, reazioni irrazionali che
impediscono una pacata valutazione del pericolo reale.
Passando dall'influenza aviaria al
terrorismo ed agli uragani l'affresco apocalittico continua. Dopo il
crollo delle Torri Gemelle si parlava di quasi 20 000 morti, mentre alla
fine le vittime identificate furono 2.749, a cui va aggiunto un migliaio
circa di scomparsi o non identificati. Per l'uragano Katrina si parlò di
10mila morti, ma le vittime accertate ammontano a 1.200. Per l'epidemia di
SARS le previsioni erano di migliaia di morti, che invece sono stati 85.
"Ingigantire le cifre"- dice la studioso Gigerenzer- "può diventare una
sorta di perversa magia dei numeri". Il detto "vigilare, ma senza
terrore e tremore" è quindi sempre valido.
Da:
Corriere della Sera -
www.corriere.it
7 ottobre 2005
Il tribunale dell'UE boccia
le regioni che avevano vietato la coltivazione di Ogm sul proprio territorio

Il
tribunale della Ue ha bocciato le regioni ogm free: la decisione dell'Alta
Austria di mettere al bando i campi transgenici è stata ritenuta
illegittima. Dopo il via libera di Bruxelles ad alcune colture geneticamente
modificate, in Europa ben 164 regioni e province avevano escluso dal
proprio territorio la coltivazione di piante ogm. La Commissione si era
opposta a questa decisione ed ora, in primo grado, il tribunale le ha dato
ragione.
Uno Stato membro dell'Ue può
bloccare le colture ogm solo se, sulla base di ulteriori informazioni
divenute disponibili dopo la data di autorizzazione, abbia motivo di
ritenere che gli ogm rappresentano un rischio per la salute umana e per
l'ambiente. Tuttavia l'Agenzia Europea per la sicurezza alimentare,
incaricata dalla Commissione di valutare la decisione austriaca, ha ritenuto
che non esistevano prove scientifiche idonee a giustificare il divieto di
colture ogm nel territorio.
La sentenza ha riacceso molte
polemiche in Italia dove 13 Regioni e 2200 Comuni si erano dichiarati
ogm-free.
Da La Repubblica:-
www.repubblica.it
3 ottobre 2005
Trichinellosi umana in Francia a seguito del consumo di carni
di orso bruno canade
se
Il centro
nazionale di referenza per le trichinellosi di Parigi, in Francia, è stato
informato dell'’insorgenza di sintomi riferibili ad infestazione da parte
del parassita in 10 persone recatesi a caccia in Canada.
Il 30 agosto i
cacciatori hanno consumato carne di orso bruno cotta alla brace catturato
nel nord del Quebec. I primi sintomi (febbre, mialgia, edema facciale
accompagnati dall'’incremento degli enzimi muscolari nel siero e da un
innalzamento degli eosinofili del sangue) sono stati osservati 10-15 giorni
dopo il consumo delle carni in 9 soggetti.
Due cacciatori
hanno portato con se dal Canada porzioni delle stesse carni che sono state
consumate con i propri parenti. Un pasto, consumato in data 2 settembre, ha
coinvolto 9 persone (inclusi 3 cacciatori già contaminati) di cui altri 3
sono stati colpiti dall'’infestazione.
Ad un secondo
pasto, in data 6 settembre, hanno partecipato altre 8 persone (tra cui uno
dei cacciatori già infestati), che non avevano ancora manifestato sintomi:
questi sono stati allertati del possibile rischio di aver
contratto la trichinella ed è stato consigliato ai loro medici curanti la
prescrizione di un trattamento profilattico con albendazolo.
Al momento sono
pertanto stati interessati dai sintomi 12 soggetti di cui 7 hanno manifesto
sintomi più gravi che hanno richiesto l’ospedalizzazione. Altre 11 persone
sono tenute sotto sorveglianza.
I viaggi
organizzati per la caccia all’orso in Canada stanno diventando sempre più
popolari e diffusi. I partecipanti a questo tipo di vacanza, dovrebbero
essere informati dei rischi di contrarre l’infestazione da trichinella dal
consumo di carne cruda o poco cotta di orso bruno o altri carnivori
selvatici. Un altro caso di infestazione è stato riportato in Francia dal
centro di referenza nazionale sempre in relazione al consumo di carni di
orso provenienti dal Nord del Quebec. In questa regione la presenza di
trichinella nativa è particolarmente diffusa e le infestazioni umane da
carni di orso bruno sono piuttosto frequenti.
Da Food
safety network:-
archives.foodsafetynetwork.ca