La
pastorizzazione è un processo di riscaldamento che consente di
eliminare i germi patogeni ed aumentare la conservabilità
dell’alimento.
Il latte viene riscaldato fino ad una
temperatura di 72°C per almeno 15 secondi:
questa temperatura uccide gran
parte dei batteri (ma non le spore!), poi viene immediatamente
raffreddato a 4°C per rallentare la crescita dei batteri eventualmente
rimasti. Il latte così trattato mantiene il suo gusto naturale e può
essere confezionato, distribuito e consumato nelle migliori condizioni di
sicurezza. La pastorizzazione non elimina tutti i fermenti lattici, i
microrganismi "buoni" che si trovano naturalmente nel latte. Per questo
motivo, il latte pastorizzato, posto in vendita con la dicitura
"latte fresco" deve essere conservato alla temperatura di
4°C e ha una durata limitata a pochi giorni.
Quali tipi di latte pastorizzato
troviamo in vendita?
Nel
banco frigo del negoziante
possiamo trovare diversi tipi di latte pastorizzato: il latte
fresco pastorizzato ed il latte fresco pastorizzato di alta qualità:
questi prodotti si differenziano per caratteristiche
nutritive (maggiore quantità di
proteine) e freschezza (trattamento termico entro 48h dalla mungitura).
Il latte fresco pastorizzato
invece deve presentare una quantità di sieroproteine solubili non
inferiore al 14%, un contenuto di proteine superiore a 28g/l;
inoltre il processo di pastorizzazione deve avvenire entro 48h
dalla mungitura.
Il latte fresco pastorizzato di alta qualità
Viene ottenuto da aziende in
possesso di particolari requisiti riguardanti la selezione e lo stato di
salute dei bovini, l’alimentazione, l’igiene delle stalle, le condizioni
di mungitura, la raccolta ed il confezionamento i trattamenti e la
distribuzione.
Il latte fresco di alta qualità deve
avere, per legge, le seguenti caratteristiche nutrizionali e di
freschezza:
-è solo latte intero;
-deve essere pastorizzato entro
48h dalla mungitura;
-ha un contenuto di proteine di
32 g/l contro i 28 g del latte fresco pastorizzato;
- deve possedere una quantità
di sieroproteine solubili non inferiore al 15,5% .
Trattamento UHT (Ultra High Temperature)
Il trattamento UHT consiste nel
riscaldare il latte, a temperature di 135-140°C per due secondi mediante
vapore sotto pressione, quindi raffreddarlo rapidamente e
confezionarlo in ambiente sterile. Tale latte è posto in vendita con la
denominazione "latte UHT a lunga conservabilità".
Si differenzia
dal latte pastorizzato per la minore presenza di flora microbica e
per la maggiore conservabilità: questo trattamento permette,
infatti, di conservare la confezione di latte a temperatura ambiente
per tre mesi (purché il contenitore sia chiuso e integro ed una
volta aperto
messo in frigo e consumato in
3-4 giorni). Il latte UHT ha un buon valore nutritivo, un gusto
gradevole e un’ottima praticità.
Sterilizzazione
È il trattamento termico più
energico che assicura l’eliminazione di tutti i batteri e delle spore.
Il latte viene riscaldato ad una temperatura molto alta, circa 120° C,
per periodi variabili fra i 20 e i 30 minuti. Il latte così sterilizzato
ha una conservazione a temperatura ambiente variabile tra i 4
ai 6 mesi. Tuttavia, una volta aperto, il cartone di latte
sterilizzato deve essere tenuto in frigorifero e consumato entro pochi
giorni per il rischio di contaminazione con microrganismi ambientali.
Il latte sterilizzato è
rilevantemente più sicuro del latte UHT dal punto di vista
microbiologico, ma ha perso la gran parte
dei contenuti nutrizionali (soprattutto vitamine e calcio).
ALTRI TRATTAMENTI
Latte
Omogeneizzato
L’omogeneizzazione è un trattamento
applicato al latte pastorizzato che consiste nella rottura delle
particelle di grasso contenute nel latte in modo da evitare
l’affioramento spontaneo. Viene ottenuta facendo passare il latte sotto
pressione attraverso filtri molto piccoli. L'omogeneizzazione ha
l'effetto di migliorare la digeribilità del latte perché il
grasso, in forma così minuta, viene più facilmente aggredito dai succhi
digestivi. Questo trattamento rende inoltre il latte più bianco e più
compatto.
Latte microfiltrato
La "microfiltrazione" è una tecnica
recente che si realizza separando la frazione liquida del latte da
quella grassa
facendolo passare attraverso filtri dotati di piccoli forellini in grado
di fermare quasi tutti i batteri e le particelle estranee. Una volta
filtrato, il latte viene pastorizzato e ricombinato con il grasso
anch'esso pastorizzato. Con questo trattamento la durata del latte
aumenta.
Per legge, il latte "fresco" deve
riportare in etichetta l'indicazione della tecnica impiegata. Nel caso
sia stato microfiltrato troveremo, quindi, in etichetta "latte
microfiltrato fresco", mentre per il latte fresco prodotto con la sola
pastorizzazione è possibile trovare la dicitura "tradizionale".
Latte aromatizzato
Il
latte aromatizzato è latte intero fresco a cui è stato aggiunto un
ingrediente che dà un sapore caratteristico. Il più conosciuto è il latte al cioccolato.
Ne esistono altri tipi come il “latte al malto”, il latte al sapore di
frutta etc.
Latte delattosato
È un tipo di latte in cui tramite un
trattamento tecnologico il lattosio, lo zucchero frequentemente responsabile di
intolleranza alimentare, viene scisso in componenti più semplici: il
glucosio ed il galattosio. Questo procedimento rende il latte molto più
digeribile.
Latte vitaminizzato
Il latte ha già una composizione
molto ricca, ma può essere addizionato di altri fattori nutritivi es.
vitamine per renderlo adatto alle particolari esigenze di determinate
categorie di persone.
In cosa si differenziano latte
intero, parzialmente scremato e scremato?
Il latte può essere sottoposto anche
a trattamenti di scrematura, per ridurre il suo contenuto di grassi.
Il latte viene definito intero quando contiene
almeno il
3,5% di materia grassa.
Nel latte parzialmente scremato
invece sono state tolte parte delle sostanze grasse, ne contiene infatti
solo percentuali comprese tra 1,5 e 1,8.
Il latte scremato è quasi totalmente
sgrassato contiene infatti meno dello 0,3% di grasso. Può essere
arricchito di vitamina A e D per compensare le perdite dovute alla
sottrazione dei grassi.
Confezionamento
Il confezionamento del latte può
avvenire utilizzando buste in Tetra-Pak, i cosiddetti "cartoni"
costituiti da vari strati di materiali diversi sovrapposti (cartone,
foglio di alluminio e pellicola di politene), bottiglie di vetro o di
plastica (PVC).
Il latte direttamente in azienda
In
Italia la vendita del latte crudo direttamente al consumatore,
vietata per motivi sanitari per molti anni, è stata di recente
nuovamente
autorizzata nel caso in cui lo si compri direttamente dal produttore.
Oggi i cittadini potranno acquistare
il latte sfuso appena munto direttamente in fattoria, mediante un distributore automatico.
Tutti gli allevatori autorizzati a
produrre latte alimentare, non solo bovino, ma anche di capra o di
bufala, potranno vendere il latte crudo, previa autorizzazione, direttamente al consumatore. Le
fattorie dove è consentita la vendita diretta del latte, sottoposte a
particolari controlli da parte del Servizio Sanitario Pubblico di competenza, devono possedere
allevamenti che rispettano requisiti di salute degli animali e una serie
di requisiti igienico
sanitari e qualitativi.
Il distributore di latte funziona a
monete come tutti gli altri distributori automatici di caffé, merendine
o bibite: introducendo le monete, la macchina calcola la quantità di
latte corrispondente all’importo pagato, avvicinando il contenitore e
premendo un pulsante inizia l’erogazione.
Sul distributore
automatico deve essere presente un’etichetta che, oltre i dati
aziendali, deve riportare la temperatura di conservazione (4°C),
deve contenere la dicitura “da consumarsi solo dopo
bollitura” e l’indicazione della data di scadenza che non deve essere
superiore ai 3 giorni.
Questo metodo di distribuzione del
latte consente di riscoprire i sapori del latte crudo.
Alcuni consumatori,
hanno già dimostrato di gradire questo tipo di latte perché considerato più genuino o perchè
ricorda l’infanzia.
Il latte crudo risulta
effettivamente più ricco in enzimi e vitamine rispetto al latte
pastorizzato tuttavia ai benefici si associano i potenziali pericoli di un
alimento che conserva intatta tutta la flora microbica derivante dallo
stato di salute dell'animale e dalle fasi di mungitura.
Per questo motivo, nel caso in cui il
latte acquistato crudo venga utilizzato per l'alimentazione di donne in
gravidanza, bambini, persone anziane o con malattie croniche, è consigliabile
riscaldarlo sino alla temperatura di ebollizione.
Consigli per il consumo
Nel consumo è importante ricordare
alcune semplici regole:

- consumare esclusivamente
latte acquistato da circuiti commerciali sottoposti a controllo da
parte della ASL (confezionato o distributori automatici);
- non scaldare eccessivamente
o in modo brusco il latte fresco pastorizzato o UHT; il calore
elevato può infatti causare la denaturazione delle proteine e
vitamine (soprattutto le vitamine B1 e B2) vanificando la cura impiegata
nei processi produttivi e facendo diminuire il valore nutrizionale;
- per donne in gravidanza,bambini, persone anziane o con malattie
croniche, è meglio
utilizzare latte che abbia subito un trattamento termico
(pastorizzazione, UHT) o sottoposto a bollitura;
- una volta aperta la confezione, il
latte - indipendentemente se fresco, a lunga conservazione, UHT o
sterilizzato – deve essere
conservato in ambiente
refrigerato e consumato entro
3-4 giorni

Buona
bevuta!
Aggiornamento al 06.02.2009

Vedi gli altri
consigli pratici sulla sicurezza alimentare