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Centro Interdipartimentale di Ricerca e documentazione sulla Sicurezza Alimentare Via Cara de Canonica, 6 - 10041 CARIGNANO (TO) Tel 0119690294 - Fax 0119690725 |
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22 maggio 2006 Le Carni Equine
Maggiori garanzie per i consumatori
L’allevamento equino si divide sostanzialmente in due specifiche attività: • Allevamento da ingrasso con destinazione degli animali al macello. In questo tipo di allevamento gli animali non subiscono spostamenti o frequenti passaggi di proprietà, ma vengono allevati esclusivamente per entrare nel circuito alimentare. La normativa vigente vieta utilizzo di farmaci oggetto del DPR 336/99. • Allevamento con fini sportivi agonistici o turismo equestre. In questo tipo di allevamento gli animali sono soggetti ad un frequente impegno fisico, con conseguente utilizzo del farmaco veterinario a scopo curativo. In questa tipologia di attività sono molto frequenti i passaggi di proprietà degli animali o i cambi di detenzione dovuti allo spostamento degli equini da una scuderia all’altra. Si tratta di equidi, non destinati fin da subito al consumo, ma che potrebbero, ad un certo momento della loro vita, diventare animali da macello destinati al consumo umano. Esiste quindi la possibilità che questi animali siano stati trattati con sostanze farmacologicamente attive vietate per gli animali da produzione. Per tutelare la sicurezza del consumatore la Comunità Europea ha introdotto un apposito allegato (Capitolo IX - decisione della Commissione 2000/68 del 22.12.1999) nel passaporto identificativo che accompagna gli equidi per tutta la loro vita nel quale devono essere riportati i trattamenti farmacologici effettuati sull’animale e la dichiarazione del proprietario che può destinare il proprio animale alla produzione di carne per il consumo umano oppure escluderlo in modo definitivo ed irrevocabile da tale destino. Le peculiari caratteristiche legate all’ambiente sociale e culturale degli addetti al settore equino hanno creato due circuiti paralleli: uno costituito dagli equidi da ingrasso destinati esclusivamente alla macellazione, l’altro dai cavalli sportivi o da diporto, i cui proprietari sono amatori o comunque persone per nulla coinvolte dagli aspetti legati al consumo di carni equine; in quest’ultimo gli animali possono permanere per periodi a volte molto lunghi, in seguito, per ragioni di natura anagrafica od accidentale, possono essere inseriti in un circuito commerciale che solitamente li conduce alla macellazione. Essendo i due circuiti scollegati ed autonomi diventa spesso difficile ricostruire il percorso che compie un animale prima di arrivare al macello, con passaggi a volte non segnalati, e pertanto si possono configurare possibili momenti “a rischio” per il rispetto delle norme sanitarie e per la tutela del benessere degli animali. Alla luce degli allarmi lanciati dai media a seguito di indagini da parte delle forze di Polizia, legati all’impiego di farmaci non consentiti nei cavalli sportivi, spesso a scopo di doping, è emersa l’esigenza di mettere in atto un progetto con il coinvolgimento delle diverse professionalità e competenze dei servizi veterinari, finalizzato alla raccolta della legislazione del settore e, seppure in modo limitato dal punto di vista del numero di equini controllati, alla valutazione della situazione sul territorio della ASL e delle ASL limitrofe. I controlli hanno riguardato: verifiche sulla corretta identificazione degli equidi anche utilizzando scanner per la lettura di microchips; verifiche della documentazione sanitaria di accompagnamento, al fine di poter predisporre opportuni accertamenti nelle aziende di provenienza degli animali. In caso di aziende situate fuori dal territorio dell’ASL 8, è stata richiesta al Servizio Veterinario competente, mediante apposita comunicazione, una verifica e conferma sull’identità e la provenienza del capo in oggetto. In caso, invece, di aziende facenti parte del territorio dell’ASL 8, è stato eseguito un intervento presso l’allevamento o la scuderia di origine, al fine di verificare la corretta identificazione degli animali presenti, la documentazione sanitaria dei medesimi e la tenuta eventuale del registro di carico – scarico; in questa sede sono stati effettuati gli interventi di farmacovigilanza ritenuti opportuni. Lo scambio di informazioni avuto con altre ASL, ha confermato l'esistenza delle stesse problematiche riscontrate da noi nell'ASL8, con talvolta scarsa sensibilità da parte dei colleghi, poco informati a causa della debole evidenza data all’argomento e della grande complessità del quadro giuridico. Per migliorare la situazione sono state avanzate delle proposte sulle quali a tutt’oggi non sono pervenute indicazioni operative: - Creare una sorta di “stalla di sosta”, dove obbligatoriamente far transitare i cavalli che poi finiscono nella catena alimentare umana al fine di garantire che i soggetti che giungono al macello, abbiano trascorso un periodo di tempo sufficiente ad esaurire i tempi di sospensione di eventuali trattamenti farmacologici subiti; - Utilizzare un sistema di identificazione con inserimento di micro-chips sottocutanei, che consenta il riconoscimento inequivocabile del soggetto; - Informare i proprietari/detentori dei cavalli sportivi e amatoriali circa la procedura per escludere o meno gli equini dal consumo umano. Sarà cura del servizio veterinario intensificare i controlli predisponendo un protocollo di intervento che consideri tutte le fasi della filiera equina al fine di fornire le massime garanzie rispetto alle carni destinate al consumo umano. Questi argomenti sono stati trattati in precedenza sulla newsletter AIVEMP:
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