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Centro Interdipartimentale di Ricerca e documentazione sulla Sicurezza Alimentare Via Cara de Canonica, 6 - 10041 CARIGNANO (TO) Tel 0119690294 - Fax 0119690725 |
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Maggio 2005LA COMUNICAZIONE DEL RISCHIO PER LA SICUREZZA ALIMENTARE: IL MESSAGGIO E LE STRATEGIE MOTIVAZIONALIGoteborg, 19-20 maggio 2005
La fiducia del consumatore negli operatori della catena
alimentare (produttori, autorità, scienziati..) ha assunto
un ruolo sempre più importante negli ultimi anni. I ripetuti
scandali che hanno afflitto il mercato europeo (es. BSE,
diossina..) hanno avuto rilevanti conseguenze
socio-economiche che hanno segnato profonde modificazioni
nel comportamento dei cittadini, con un notevole aumento di
ansie e preoccupazioni riguardo ai temi della sicurezza
alimentare.
Al fine di acquisire informazioni sullo stato attuale delle conoscenze, con particolare riguardo alla comunicazione del rischio per la sicurezza alimentare, il 19 e 20 maggio si è tenuta a Goteborg in Svezia, una conferenza internazionale, che ha visto la partecipazione di psicologi, organismi internazionali di sanità pubblica, ricercatori, scienziati, produttori, associazioni di consumatori e altre figure professionali interessate a contribuire con le loro idee e suggerimenti allo sviluppo di metodologie per migliorare la comunicazione del rischio. Il programma scientifico è stato articolato nelle seguenti 6 sessioni/aree tematiche che hanno consentito di esplorare le basi psicologiche del messaggio sulla sicurezza alimentare rivolto a consumatori e produttori, comprendere meglio le necessità dei consumatori nei riguardi della sicurezza degli alimenti, sviluppare strategie "science based" sulla comunicazione del rischio in sicurezza alimentare: 1) Percezione del rischio sulla sicurezza alimentare (parte I) 2) Percezione del rischio sulla sicurezza alimentare (parte II) 3) Fiducia del consumatore e reazione alle crisi alimentari 4) Conoscenza e educazione del consumatore 5) Comunicazione del rischio per la sicurezza alimentare a livello di trasformazione degli alimenti 6) Comunicazione del rischio: il futuro La presentazione di apertura è stata tenuta da un rappresentante dell'agenzia europea per la sicurezza alimentare (EFSA) che ha illustrato il ruolo e le strategie dell'Agenzia in campo di comunicazione del rischio in Europa, incluso il coinvolgimento dei cosiddetti "stakeholders" e la collaborazione con la Commissione Europea e gli Stati Membri. La prima e seconda sessione si sono incentrate sulla percezione del rischio da parte del consumatore e le implicazioni per una corretta comunicazione sulla sicurezza alimentare. Esistono profonde differenze tra "laici" ed esperti nella stima del rischio legato agli alimenti: oltre alla probabilità di subire un danno alla salute, i consumatori prendono in considerazione anche altre caratteristiche come: quanto volontario sia il rischio e il grado di controllo su di esso. E' stato stimato che un consumatore medio considera con maggior ottimismo i rischi legati allo stile di vita (obesità, alcool..) rispetto ai rischi tecnologici (pesticidi, OGM..).Le ragioni di tale ottimismo sono legate alla necessità da parte dell'individuo di avere la sensazione di poter controllare una situazione: tale effetto è stato chiamato "illusione di controllo" e tale sensazione di controllo porta ad una riduzione della percezione del rischio I consumatori acquisiscono la maggior parte delle informazioni sui rischi attraverso i media; anche quando le informazioni originano da scienziati, autorità pubbliche etc..è probabile che queste siano veicolate al pubblico attraverso i media e per questo motivo è importante capire come i media rappresentano i rischi. Alcune tematiche riguardanti la percezione e la comunicazione del rischio sono state illustrate attraverso l'esempio degli alimenti geneticamente modificati: recenti lavori svolti in Inghilterra e in Svezia hanno dimostrato che nonostante i consumatori siano generalmente scettici verso tali alimenti, alcuni non sono affatto contrari e il movimento generale del pubblico tende ad essere meno negativo. Nella terza sessione vengono analizzate le variazioni del livello di fiducia negli alimenti da parte dei consumatori in relazione ai diversi contesti sociali, politici e culturali. Viene sottolineato come la tendenza attuale vede l'emergenza di una categoria di consumatori più esigenti e critici, che partecipano attivamente ai dibattiti pubblici e alle problematiche di mercato. In un lavoro italiano viene presentato un progetto (TRUST project) finalizzato ad indagare i meccanismi che determinano la diffusione sociale della fiducia e l'analisi dell'impatto di strategie alternative di comunicazione del rischio. La quarta sessione ha focalizzato l'attenzione sullo stato attuale delle conoscenze del consumatore in campo di sicurezza alimentare e l'educazione dello stesso ad una corretta manipolazione degli alimenti. Le tematiche legate alla promozione di una corretta e sana alimentazione sono state affrontate attraverso l'esempio della campagna sulla riduzione del sale sostenuta dalla FSA (Food Standards Agency) con l'obbiettivo di ridurre, entro il 2010, il consumo di sale a 6 grammi al giorno. Un excursus sul sistema HAACCP e sulle problematiche legate alla sua applicazione in particolari settori della catena alimentare quali il catering e la piccola impresa è stato oggetto della quinta sessione. Un nuovo sistema di HACCP denominato SFBB (Safer Food Better Business) è stato sviluppato per soddisfare le necessità della piccola impresa (es.catering, vendita al dettaglio, macelli a capacità limitata) di raggiungere i requisiti fissati dalla nuova legislazione europea (Reg. 852/2004) in materia di HACCP. L'obbiettivo è quello di superare le barriere psicologiche della maggior parte dei produttori che considerano l'applicazione del sistema HACCP troppo complicata, onerosa e nient'altro che una pratica burocratica, incoraggiando un cambiamento di comportamento indirizzato all'apertura e al continuo miglioramento. Concludendo nella sesta ed ultima sessione sono state affrontate le problematiche inerenti la gestione della comunicazione del rischio nel futuro prossimo. Esistono ancora diverse tematiche che necessitano di essere analizzate e risolte: - Se viene incoraggiata una maggiore partecipazione del pubblico nei processi decisionali come è possibile ridurre l’effetto confondente dell’autoselezione? - Come è possibile assicurare che gli “stakeholders” che partecipano al processo politico decisionale vogliano davvero costruire fiducia? - Come è possibile assicurare che la trasparenza nel processo decisionale non conduca ad una amplificazione dei rischi e ad una confusione da parte del pubblico? - Cosa è necessario fare per fermare l’uso scorretto del principio di precauzione? Queste e altre tematiche necessitano di una maggiore attenzione e di una approfondita analisi e rappresentano la chiave di volta per assicurare lo sviluppo di un migliore sistema regolatore per l'Europa che prenda in considerazione la necessità di migliorare la salute pubblica e l'ambiente.
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