Centro Interdipartimentale di Ricerca e documentazione sulla Sicurezza Alimentare

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APPROFONDIMENTI SULLE ALLERTE IN CORSO

Questa pagina contiene la descrizione dei problemi riscontrati, la quantificazione del rischio e alcuni consigli per il cittadino.

 

23 novembre 2005 -  Latte contenente sostanza chimica non consentita (ITX)

31 agosto 2005 - Latte contenente micotossine

22 agosto 2005 - Pappa reale contaminata da farmaco non consentito (cloramfenicolo)

24 agosto 2005 - Pesce contaminato da inquinanti ambientali

 

 

Simboli e indicazioni

PERICOLI

                                          

     Chimico                                 Fisico (es. corpi estranei)                          Biologico    

GRADO DI RISCHIO

Nessun rischio

Basso rischio

Medio Rischio

Alto Rischio

Assenza di rischi in caso di consumo; il problema è di non conformità alle normative (additivi, etichettatura)

Rischi potenziali solo in caso di consumo prolungato in quanto il contaminante non è di dimostrata pericolosità o è presente in quantità infinitesimali

Esclusione; il prodotto non è causa di danni immediati anche se consumato ma la pericolosità è dimostrata

Esclusione assoluta; in caso di disturbi insorti dopo l’eventuale consumo rivolgersi al medico

 

 

ALLERTE IN CORSO

 

 

Mercoledì 23 novembre 2005

 

LATTE CONTENENTE SOSTANZA CHIMICA NON CONSENTITA (IsopropilThioXantone)

 

L'allerta

In data 9 settembre 2005 è stato notificata all’ASL8 di Chieri la presenza di tracce di un componente identificato come IsopropilThioXantone (ITX) e utilizzato come fotoiniziatore di inchiostri nella fabbricazione di imballaggi, all’interno di alcune confezioni in TetraPak di latte per la prima infanzia, Nidina 2 della ditta Nestlè Italia e Aptamil 2 della ditta Milupa.

 

Ditta Produttrice / Distributore

Lotto Interessato / Data di Scadenza o Produzione

Tipo di Rischio

Data Notifica / Allerta all'ASL 8

Segnalamento nel territorio ASL 8

Provvedimenti / Esito Accertamenti

Latte Nidina 2 Ditta Nestlè 435002959A - scadenza 15/12/2005

 
Chimico (ITX) 09/09/2005 Nr. 1 Negozio infanzia Non presente / già ritirato
Latte Nidina 2 Ditta Nestlè 431102959A - scadenza 6/11/2005 Chimico (ITX) 26/10/2005 Nr. 1 Supermercato Non presente / già ritirato
Latte Aptamil 2 Ditta Milupa 191927B - scadenza 10/12/2005 Chimico (ITX) 26/10/2005 Nr. 1 Negozio infanzia Non presente / già ritirato
Latte Aptamil 2 Ditta Milupa 191927B - scadenza 10/12/2005 Chimico (ITX) 08/11/2005 Nr. 1 Farmacia Non presente / già ritirato

 

Il pericolo

L'ITX non è un  prodotto di documentata pericolosità per l'uomo e non è inserito nella lista delle sostanze cancerogene. Non si hanno dati certi sull'effettiva pericolosità rappresentata dall'ingestione accidentale di questo componente e le concentrazioni ritrovate nel latte, inducono a considerare improbabili effetti negativi sulla salute. Si tratta in ogni caso di una sostanza che per legge non dovrebbe essere presente nel latte e si sta provvedendo al ritiro dal mercato dei lotti contaminati.  

 

Grado di rischio

Nessun rischio

Basso rischio

Medio Rischio

Alto Rischio

Assenza di rischi in caso di consumo; il problema è di non conformità alle normative (additivi, etichettatura)

Rischi potenziali solo in caso di consumo prolungato in quanto il contaminante non è di dimostrata pericolosità o è presente in quantità infinitesimali

Esclusione; il prodotto non è causa di danni immediati anche se consumato ma la pericolosità è dimostrata

Esclusione assoluta; in caso di disturbi insorti dopo l’eventuale consumo rivolgersi al medico

 

 

Consigli

Verificare il latte acquistato e nel caso sia quello oggetto della segnalazione (controllare lotto e scadenza) restituirlo al venditore.

Scarica la versione stampabile (PDF) di questa allerta

 

Mercoledì 31 agosto 2005

 

LATTE CONTENENTE MICOTOSSINE

 

L'allerta

In data 31 agosto 2005 è stato notificato all’asl 8 di Chieri che il latte prodotto in data  01/11/2003 dal Caseificio "Latteria agricola del Po" nello Stabilimento MN 460 03/663 CEE  conteneva un quantitativo di aflatossina M1 superiore a quanto consentito.

 

Il pericolo

Le aflatossine sono sostanze che, assunte con gli alimenti dai bovini ed escrete attraverso il latte, possono causare effetti  nocivi sull’uomo.

L’aflatossina B1,  prodotta principalmente da muffe (Aspergillus flavus e Aspergillus parasiticus) a temperature comprese tra  27 e 37°C, si ritrova soprattutto sui cereali (mais soprattutto) e sul fieno: essa provoca danni al DNA, possiede un’azione cancerogena, epatotossica ed immunosoppressiva. Dall’aflatossina B1, in seguito a processi di detossificazione da parte dell’organismo bovino, si formano le aflatossine M1, che pur risultando relativamente meno pericolose delle B1, possiedono ancora un’azione mutagena (danneggiano il DNA), epatotossica ed immunosoppressiva.

L’aflatossina M1, che può essere riscontrata nel latte di vacca (in quello di bufala possiamo trovare anche la M2 e B1), è  stata inoltre classificata dallo IARC (Istituto per la ricerca sul cancro, riferimento per l’Organizzazione Mondiale della Sanità) di Lione come 2B cioè potenzialmente cancerogena per l’uomo. Per questo motivo sono state fissate delle normative che regolano la presenza massima delle aflatossine M1 nel latte e derivati a 0,05 µg/kg; nei formaggi si deve tener conto di un fattore di concentrazione variabile tra 4 e 5; negli alimenti per l’infanzia la M1 deve essere sotto a 0,01 µg/kg (10 ppb).

L’unica strategia per mantenere bassi i livelli di micotossine nella filiera alimentare è quella di produrre e conservare in modo corretto le materie prime: i cereali soprattutto, ma anche insilati e fieni, fondamentali per la gestione dell’alimentazione  bovina in  allevamento.

 

Grado di rischio

Nessun rischio

Basso rischio

Medio Rischio

Alto Rischio

Assenza di rischi in caso di consumo; il problema è di non conformità alle normative (additivi, etichettatura)

Rischi potenziali solo in caso di consumo prolungato in quanto il contaminante non è di dimostrata pericolosità o è presente in quantità infinitesimali

Esclusione; il prodotto non è causa di danni immediati anche se consumato ma la pericolosità è dimostrata

Esclusione assoluta; in caso di disturbi insorti dopo l’eventuale consumo rivolgersi al medico

 

 

Consigli

Verificare il latte acquistato e nel caso sia quello oggetto della segnalazione restituirlo al venditore.

Scarica la versione stampabile (PDF) di questa allerta

 

Lunedì 22 agosto 2005

 

PAPPA REALE CONTAMINATA DA FARMACO NON CONSENTITO

 

L'allerta

L’allerta è pervenuta alla ASL 8 il 22 agosto2005.   Da un’indagine effettuata da Atroconsumo su 10 diverse marche di pappa reale acquistate in varie erboristerie e farmacie è emerso che ben quattro di queste presentavano tracce di cloramfenicolo.

Ditta Produttrice / Distributore

Lotto Interessato / Data di Scadenza o Produzione

Tipo di Rischio

Data Notifica / Allerta all'ASL 8

Presenza sul territorio ASL 8

Provvedimenti / Esito Accertamenti

Aboca Azienda Agraria Sansepolcro (AR)

5C1257

Chimico (Cloramfenicolo)

 

22/08/2005

Varie erboristerie e farmacie

In fase di ritiro e/o già ritirato

De Rerum Apium Anzona Emilia (BO)

40523F

Chimico (Cloramfenicolo)

 

22/08/2005

Varie erboristerie e farmacie

In fase di ritiro e/o già ritirato

Gricar Srl. - Brughero (MI)

L5024S

Chimico (Cloramfenicolo)

 

22/08/2005

Varie erboristerie e farmacie

In fase di ritiro e/o già ritirato

Laboratorio Chimico Farmaceutico A. Sella Srl. - Schio (VI)

L055131

Chimico (Cloramfenicolo)

 

22/08/2005

Varie erboristerie e farmacie

In fase di ritiro e/o già ritirato

 

Il pericolo

Il cloramfenicolo è un antibiotico che nei tempi passati ha trovato un ampio impiego, sia nell'uomo che negli animali, in diverse patologie. Negli ultimi anni tuttavia, l'insorgenza di fenomeni di resistenza e i molteplici effetti collaterali all’utilizzo ne hanno limitato l'impiego in medicina umana (riducendone l’utilizzo a colliri o prodotti otologici ad uso topico o come farmaco per via sistemica in gravi infezioni); la commissione per il Codex Alimentarius, organo internazionale per La sicurezza alimentare, inoltre, ha proibito l’utilizzo del cloramfenicolo negli animali e nei relativi prodotti destinati al consumo umano in seguito all’elevata tossicità (grave forme di anemia) e all’impossibilità di stabilire dei limiti di tolleranza residuale.

Ci troviamo di fronte due aspetti che non sono da sottovalutare: il primo legato al fatto che gran parte della pappa reale presente sul mercato italiano viene importata dai paesi orientali (Cina soprattutto, ma anche Australia e Vietnam) dove alcuni antibiotici, tra cui anche il cloramfenicolo, sono legalmente utilizzati  in apicoltura a scopo profilattico e terapeutico, il secondo aspetto è legato alla mancanza a livello nazionale di un metodo standard per la determinazione del cloramfenicolo nella pappa reale ed alle ridotte capacità di rilevare la presenza, anche minima ed in modo univoco, dell’antibiotico con gli attuali metodi di laboratorio. Difficoltà sono inoltre da attribuire alla possibilità di rendere uniforme il campione da analizzare; questo potrebbe spiegare le differenti risultanze derivanti da campioni prelevati in tempi e luoghi diversi.

In Italia la legge prevede che il cloramfenicolo deve essere assente ossia inferiore a 0,3 mcg/Kg quantità minima rilevabile, la più piccola quantità di sostanza, cioè, che può essere rilevata con le esistenti analisi di laboratorio.

La valutazione della presenza di tracce infinitesimali dell’antibiotico (pari a milionesimi di grammo) purtroppo incrementa  la possibilità di errori legati alle procedure di determinazione, esiste quindi la necessità di effettuare delle analisi di controllo prima di trarre conclusioni sui prodotti “incriminati”.

 

Grado di rischio  

Nessun rischio

Basso rischio

Medio Rischio

Alto Rischio

Assenza di rischi in caso di consumo; il problema è di non conformità alle normative (additivi, etichettatura)

Rischi potenziali solo in caso di consumo prolungato in quanto il contaminante non è di dimostrata pericolosità o è presente in quantità infinitesimali

Esclusione; il prodotto non è causa di danni immediati anche se consumato ma la pericolosità è dimostrata

Esclusione assoluta; in caso di disturbi insorti dopo l’eventuale consumo rivolgersi al medico

 

Consigli

La quantità di antibiotico rilevata è dell'ordine di 1-2 parti di cloramfenicolo per milione di parti di pappa reale; considerando pertanto la quantità di pappa reale effettivamente contenuta negli integratori che vengono comunque consumati in quantità pari ad alcuni grammi al giorno, l'esposizione anche in caso di consumo risulta assolutamente bassa e non pericolosa.

La ditta sta provvedendo al ritiro dal mercato a scopo precauzionale anche di altri prodotti. Consulta il sito http://www.aboca.it

Scarica la versione stampabile (PDF) di questa allerta

 

Mercoledì 24 agosto 2005

PESCE CONTAMINATO DA INQUINANTE AMBIENTALE

L'allerta

L’allerta è pervenuta il 24 agosto ed ha riguardato i tranci di verdesca congelati provenienti del medesimo lotto di produzione: livelli di mercurio elevati! 

Tranci Di Verdesca Congelati (confezioni da 5 kg)

Mobilpesca Srl. Mazza e Cozzile (PT). Prodotto in Spagna

A00468

Chimico (Mercurio)

24/08/2005

Scuole e case di riposo

Non presente / già ritirato dalla ditta

Tranci Di Verdesca Congelati (confezioni da 5 kg)

P&A Seafood C. Da Fesino - Ripatransone (AP). Prodotto in Spagna

A00468

Chimico (Mercurio)

24/08/2005

Scuole e case di riposo

Non presente / già ritirato dalla ditta

Tranci Di Verdesca Congelati (confezioni da 5 kg)

Pellegrini SPA - Peschiera Borromeo (MI). Prodotto in Spagna

A00468

Chimico (Mercurio)

24/08/2005

Scuole e case di riposo

Non presente / già ritirato dalla ditta

 

Il pericolo

Come si accumula il mercurio nel pesce e quali sono i rischi per il consumatore?

Il mercurio è un metallo pesante che si trova naturalmente nell'ambiente oppure può giungere nell’acqua dagli scarti di lavorazione industriale. Alcuni microrganismi marini sono in grado di trasformare il mercurio in metilmercurio, sostanza tossica che viene assorbita dai pesci mediante l’alimentazione.

Il metilmercurio si accumula  nei tessuti dei pesci (bioaccumulo) e vi rimane per molto tempo. I pesci più a rischio sono soprattutto i predatori (al vertice della catena alimentare) e quelli di grosse dimensioni, pesce spada, tonno, verdesca, in cui il tempo di accumulo risulta maggiore. 

 La legislazione italiana, in attuazione di una direttiva comunitaria (Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea, 1991), fissa un livello massimo di mercurio di 0,5 mg/kg nelle parti commestibili dei prodotti della pesca, tranne che per le specie predatrici dove il livello massimo tollerato è di 1 mg/kg (Gazzetta Ufficiale Italiana, 1994).

 

Grado di rischio

 

Nessun rischio

Basso rischio

Medio Rischio

Alto Rischio

Assenza di rischi in caso di consumo; il problema è di non conformità alle normative (additivi, etichettatura)

Rischi potenziali solo in caso di consumo prolungato in quanto il contaminante non è di dimostrata pericolosità o è presente in quantità infinitesimali

Esclusione; il prodotto non è causa di danni immediati anche se consumato ma la pericolosità è dimostrata

Esclusione assoluta; in caso di disturbi insorti dopo l’eventuale consumo rivolgersi al medico

 

Consigli

Il metilmercurio rappresenta un rischio soprattutto durante la gravidanza, in quanto compromette lo sviluppo neurologico del feto. Tutte le donne che intendono intraprendere una gravidanza  dovrebbero limitare l’assunzione di questi tipi di pesci qualche mese prima di questa. Gli esperti consigliano, durante questo periodo, un consumo di pesce non superiore ai 350 grammi alla settimana. In generale il pesce è comunque un ottimo alimento se fa parte di una dieta equilibrata. 

Scarica la versione stampabile (PDF) di questa allerta


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