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20 settembre
2006
USA - Epidemia di E. Coli O:157 dovuta al consumo di
spinaci: nessun pericolo segnalato in Europa ed in
Italia.

Continua negli Stati Uniti la diffusione dell’epidemia
di Escherichia coli O:157 con il coinvolgimento, sulla
base degli ultimi dati del Center of Diseases Control,
di 114 cittadini, in 21 Stati.
L’origine, al momento non confermata da dati analitici
di laboratorio ma praticamente quasi certa, è legata a
spinaci freschi o insalate miste contenti spinaci,
contaminati all’origine, pre-lavati e confezionati in
buste o vaschette plastiche, consumati crudi o cotti in
modo insufficiente ad inattivare il batterio.
Escherichia coli O:157
E. coli O157 è un batterio emergente che
esplica la sua tossicità tramite la
produzione di una tossina detta
verocitotossina o tossine Shiga-like. Il
serbatoio di questo microrganismo è il
tratto intestinale degli animali domestici,
il bovino soprattutto, e la trasmissione
all’uomo avviene principalmente tramite
alimenti o acque direttamente contaminate da
feci bovine.
L’infezione da ceppi di E.Coli
verocitotossine produttori (VTEC) è
responsabile di quadri clinici di diversa
entità tra i quali le forme di colite
emorragica (HC) e la sindrome
uremico-emolitica (HUS) che rappresenta la
più grave complicanza.
Nei soggetti adulti ed immunocompetenti
solitamente i sintomi, rappresentati da
diarrea e crampi addominali, si verificano
da 24 ore ad una settimana di distanza
dall’ingestione dell’alimento contaminato
(solitamente dopo 2-3 giorni dal consumo
dell’alimento) e si risolvono completamente
in breve tempo.
Nei bambini di 4-5 anni e nei soggetti
anziani invece la malattia può decorrere in
modo particolarmente grave con danni renali
ed episodi emorragici ad elevato tasso di
mortalità (forma emolitico uremica
pediatrica – SEU).
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La gravità della tossinfezione è molto elevata:
18 pazienti hanno subito danni renali e uno è
deceduto (aggiornamento al 17 settembre 2006).
Sulla base di questi dati, la Food Drug
Administration ha raccomandato ai cittadini
americani, con una importante campagna di
comunicazione, di non mangiare spinaci freschi
in busta o insalate contenenti spinaci crudi in
quanto anche il lavaggio accurato può risultare
insufficiente ad eliminare il microrganismo, e
di rivolgersi ai centri sanitari in caso di
manifestazioni cliniche riconducibili alla
tossinfezione; ha inoltre messo a disposizione
sul sito internet una sezione dedicata ad
informazioni relative al microrganismo e
all’epidemia con risposte a numerosi quesiti
sull’argomento. |
La prima epidemia documentata causata da questo
microrganismo è datata 1982 ed è stata ricondotta al
consumo di hamburger contaminati in una catena di fast
food americani.
Il numero di casi di tossinfezione registrati, ha
subito negli anni successivi una continua crescita
portando all’inserimento di E. coli O:157 nella
lista dei patogeni emergenti dall'Organizzazione
Mondiale delle Sanità (WHO).
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Seppur l’attuale epidemia da E.Coli, causata dal
consumo di un vegetale, sia quella che per
questo microrganismo ha coinvolto il maggior
numero di cittadini, non è la prima: negli
ultimi 16 anni infatti sono stati registrati
negli USA ma anche in Europa, numerose
tossinfezioni alimentari dovute a prodotti
vegetali freschi, nazionali o importati.
Il consumo di frutta e verdura crude è
raccomandato dai medici e dagli operatori
sanitari per la prevenzione di numerose
patologie in quanto rappresenta una delle
principali fonti di vitamine e minerali
essenziali per la nostra alimentazione ma può
esporre al rischio di ingerire microrganismi
anche pericolosi che possono contaminare i
vegetali nel corso dei processi di
fertilizzazione e di irrigazione o per
inquinamento durante le fasi di stoccaggio,
trasporto e vendita al dettaglio. |
Casi di malattie alimentari nel periodo 1990-’96
negli Stati Uniti, dovuti al consumo di frutta,
verdura e bevande derivate:
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anno
alimento microrganismo n.
casi
’90 meloni
Salmonella 245
’90 pomodori
Salmonella 174
’90 fragole virus
epatite A 18
’91 meloni
Salmonella > 400
’93 sidro di mele E.coli
O157 23
’93 pomodori
Salmonella 84
’94 cipollotti
Shighella 72
’95 germogli
Salmonella 242
’95 succo d’arancia
Salmonella 63
’95 lattuga E.coli
O157 70
’96 lattuga E.coli
O157 49
’96 lamponi
Cyclospora 978
’96 succo di mela E.coli
O157 71
R.V.Tauxe EID Vol.3 No.4 “Emerging Foodborne
Diseases: an evolving public health challenge”. |
A seguito dei primi casi identificati negli USA, che
hanno causato preoccupazioni tra la popolazione con un
calo dei consumi degli alimenti incriminati e
conseguenti gravi danni per le imprese, alcune
associazioni produttori hanno adottato specifici manuali
di buona prassi di coltivazione finalizzati a
controllare in campo le contaminazioni da batteri
potenzialmente patogeni.
L’esigenza di intervenire garantendo l’igiene dei
vegetali nelle prime fasi di produzione, raccolta e
trasporto, è legata infatti alla scarsa disponibilità di
misure in grado di ridurre o eliminare eventuali
microrganismi pericolosi per l’uomo nelle fasi
successive (conservazione, lavaggio, preparazione).
L’Unione Europea, pur non avendo al momento dovuto
fronteggiare crisi come quella in atto negli Stati
Uniti, ha cercato di prevenire il problema inserendo nel
nuovo quadro giuridico del “Pacchetto igiene”, in vigore
dal 1° gennaio 2006, la responsabilità dei produttori
primari e l’obbligo da parte degli stessi di attuare
misure di autocontrollo per garantire la sicurezza dei
propri prodotti.
La responsabilità e le misure individuate dai produttori
per essere efficaci dovranno essere affiancate da un
adeguato ed efficiente controllo pubblico in assenza del
quale, come si sta verificando in questi giorni negli
Stati Uniti, potranno essere realizzate ottime linee
guida e manuali di autocontrollo destinati, nella
maggior parte dei casi, a rimanere inutile burocrazia.
Bartolomeo Griglio, Valentina Marotta |